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“Arte Sconsacrata”, una mostra per riflettere sulla società dei consumi

Nella Chiesa Antica dei Santi Marco e Gregorio a Cologno Monzese, edificio non più destinato alle celebrazioni liturgiche, una recente mostra collettiva di arte contemporanea ha indagato il rapporto tra arte, mercato e società dei consumi. “Arte Sconsacrata” è il titolo della rassegna a cura di Rita Caracausi di AroundArt che, proprio in uno spazio un tempo dedicato al culto religioso, oggi restituito alla comunità civile, ha portato in un luogo simbolico una riflessione critica sul destino dell’arte nel presente. La sconsacrazione architettonica dell’edificio si fa metafora di una condizione più ampia: quella dell’arte contemporanea, progressivamente privata del suo valore simbolico e ridotta a merce o elemento decorativo. In un’epoca dominata da un consumismo che ha assunto tratti rituali e quasi teologici, l’atto dell’acquisto sostituisce il pensiero critico, mentre l’arte perde centralità come strumento di interrogazione e consapevolezza.

Il progetto espositivo si inserisce in un solco teorico che attraversa il pensiero di Theodor Adorno e Max Horkheimer, Guy Debord e Michelangelo Pistoletto, fino alle più recenti posizioni delle istituzioni europee, che riconoscono all’arte un ruolo fondamentale nella generazione di impatto sociale, benessere e coesione. In contrasto con una visione di mercato che privilegia pochi nomi e grandi cifre, “Arte Sconsacrata” ha dato voce a una pluralità di pratiche artistiche che riaffermano il valore culturale e umano dell’arte, al di là del suo prezzo. Gli artisti in mostra hanno sperimentato una condizione di “sconsacrazione”, intesa non come perdita, ma come possibilità: quella di operare fuori dai meccanismi della speculazione, restituendo all’arte la sua funzione originaria di linguaggio critico, istinto creativo e strumento di riflessione collettiva.

“L’arte sconsacrata” è anche il titolo dell’opera di Giovanni Simonutti che abbiamo scelto come immagine di apertura, un dipinto che fa riferimento a Comedian, l’installazione di Maurizio Cattelan costituita da una banana fissata con un nastro adesivo a una parete. Quest’ultima è stata venduta all’asta da Sotheby’s a New York per la cifra record di 6,2 milioni di dollari a Justin Sun, collezionista cinese e fondatore della piattaforma di criptovalute Tron, che successivamente ha persino mangiato la banana come parte dell’esperienza artistica.

“Arte Sconsacrata” ha invitato il pubblico a sostare in un luogo carico di memoria per interrogarsi sul presente: un percorso espositivo che non ha offerto risposte definitive, ma ha riaperto lo spazio del dubbio e della riflessione, restituendo all’arte il suo ruolo di specchio critico del nostro tempo.

I protagonisti della mostra
Laura Bianchi, Adela Simona Burta, Andrea Conti, Ninì Ferrara, Nucci Frigeni, Antoh Mansueto, Isabella Marinelli, Giorgio Pica, Chiara Rossetti, Sandra Lattuca, Gianni Simonutti, Iwona Smol, Maria Vaccari.

Nell’immagine di apertura: Giovanni Simonutti, L’arte sconsacrata.

Opera di Sandra Lattuca
Opera di Antoh Mansueto
Opera di Adela Simona Burta
Opera di Ninì Ferrara
Opera di Nucci Frigeni
Opera di Laura Bianchi
Opera di Iwona Smol
Opera di Isabella Marinelli
Opera di Giorgio Pica
Opere di Maria Vaccari
Opera di Andrea Conti
Opera di Chiara Rossetti

Emanuele Lavizzari

Dopo un titolo accademico in Lingue e Letterature Straniere ha lavorato in ambito turistico-alberghiero tra Spagna e Italia e nel settore della tecnologia in Germania. In seguito a un master universitario in ideazione e produzione audiovisiva approda al giornalismo. Ha collaborato con alcune testate locali in Lombardia, prima di giungere all’Associazione Italiana Sommelier, dove attualmente è responsabile del coordinamento redazionale e direttore editoriale della rivista “Vitae”. Ama l’impressionismo musicale, la poesia simbolista e le contaminazioni fra generi nella musica e nella letteratura. Passa agevolmente da una tastiera di pc a quella di un pianoforte, anche se tra i due preferisce decisamente il secondo. Questo è il motivo per cui si è dedicato a ulteriori studi e ha conseguito una laurea magistrale in Scienze della Musica con una tesi sul compositore spagnolo Manuel de Falla. Suoi grandi interessi sono anche l'analisi dei linguaggi dei mass media e l'atletica leggera. Ha corso tanti chilometri in pista, su strada e su percorsi campestri e non si è ancora stancato di farlo.

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