Il giornale di Cinisello Balsamo e Nord Milano

Il 2026 di UniAbita rigenerazione

Il 2026 di UniAbita: rigenerazione urbana, un futuro per il passato

di Daniela Mezzela

Il 2026 di UniAbita si prospetta come un anno di continuità e visione. Per la proprietà divisa, si riparte dalle progettualità già in corso, frutto di lavoro di rete con le amministrazioni locali e di una capacità di lettura del territorio, che permette una trasformazione responsabile. La direzione è precisa: si chiama rigenerazione urbana. Non si tratta dunque di nuova edificazione fine a se stessa, bensì di recupero di aree dismesse.

È il caso degli interventi di Boccaccio e Sintonia, a Sesto San Giovanni, dove UniAbita lavora per restituire alla città e ai suoi abitanti spazi oggi inutilizzati, trasformandoli in luoghi nuovamente fruibili e vivibili. Il primo, la cui area rinasce dopo un’adeguata bonifica, ha ormai concluso l’iter delle vendite mentre l’intervento nell’area ex cinema Elena è in una fase iniziale: «Questo perché durante le lavorazioni di un cantiere parte già la progettualità per il successivo – spiega la direttrice Mirca Carletti -. Programmare significa ridurre i rischi, governare i tempi lunghi degli iter urbanistici e intervenire con prudenza. Una scelta sostenibile che permette di ottimizzare al meglio gli interventi”.

Rigenerare significa studiare il contesto prima di costruire, ridisegnare la viabilità e creare spazi pubblici per favorire la socialità, anche quella informale che nasce da una panchina o in un giardino aperto. “Per questo, ad esempio, con l’intervento Sintonia abbiamo ridotto l’area di costruzione – che vedrà la nascita di due edifici di altezza diversa per dare dinamicità al contesto – lasciando più spazio all’area pubblica così da ridar vita a una zona centrale della città”.

Pensando invece all’area ex CF Gomma a Cinisello Balsamo, abbiamo dato nuovo slancio all’iter progettuale per il recupero dell’area di proprietà delle cooperative di abitanti UniAbita, La Nostra Casa e Diaz. Un lavoro paziente, che guarda lontano e si inserisce in una programmazione territoriale di lungo periodo, capace di guardare al futuro della zona e di tenere insieme abitare, mobilità, servizi, qualità urbana e i cambiamenti che quella parte di territorio sta avendo e avrà.

UniAbita però ha anche un importante patrimonio storico che ha bisogno di essere riqualificato e valorizzato per garantire una qualità abitativa sempre maggiore e sempre più adeguata ai bisogni dei soci e delle socie che lo vivono: “Con il 2025 abbiamo chiuso gli interventi avviati con il Bonus 110% e quelli possibili grazie al bonus per l’abbattimento delle barriere architettoniche, che hanno consentito il rifacimento degli impianti ascensore in sette caseggiati. Si tratta di investimenti importanti, anche dal punto di vista economico, pur trattandosi dell’inizio di un percorso di riqualifica sicuramente impegnativo ma che vogliamo costruire in un dialogo costruttivo con i soci e le socie”, spiega il Presidente di UniAbita Pierpaolo Forello.

Continua inoltre il ruolo attivo della Cooperativa nel dibattito pubblico sull’abitare, che la vede coinvolta ormai non solo a livello nazionale ma anche europeo e internazionale: “Il Piano Casa è tornato nuovamente al centro della politica italiana, prevedendo interventi di edilizia a canoni calmierati in cui la cooperazione di abitanti può fare la differenza col suo storico know-how e con il suo modello unico e irripetibile. Anche in quest’ottica parteciperemo a un workshop del Comune di Milano proprio sul tema – racconta Forello -. Nei prossimi giorni riceveremo invece una delegazione libanese per raccontare la nostra esperienza centenaria sull’abitare cooperativo, mostrando anche il nostro patrimonio. Una preziosa relazione che è nata al Summit sull’economia sostenibile a cui abbiamo avuto la possibilità privilegiata di partecipare insieme a Legacoop”.               

Redazione "La Città"

Articolo precedente

Anche Oriana Fallaci nel Pantheon della destra, a lei una piazza alla Crocetta

Articolo successivo

Edificio di via Matteotti, niente recupero. La giunta sceglie la demolizione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *