
La gara sulla sicurezza che logora la destra
La foto di questo articolo immortala efficacemente cosa voglia dire la parola città per la destra che governa Se sto San Giovanni e Cinisello Balsamo, ovvero i due centri più popolosi del Nord Milano. Una piazza completamente vuota, dove stazionano le pattuglie della polizia lo cale. È questa la città che oggi, nel 2026, dopo diversi anni di amministrazioni, le destre ci consegnano. Centri urbani completamente spopolati, presidiati dalla forze dell’ordine, avvolti di luce azzurra intermittente in perenne stato d’allerta o di allarme. Dove, almeno per qualche ora, i maranza girano alla larga e la piazza appare pulita, nitidamente spoglia, disinfettata dal degrado che spaventa.
Ma contemporaneamente tristemente svuotata di vita. La fotografia, che imbarazza le coscienze di chi, come me, vorrebbe delle città senza coprifuoco ma che sappiano affrontare le contraddizioni e le asprezze della vita urbana, non credo imbarazzi la destra. Non credo che i sindaci di Cinisello e Sesto siano in qualche modo tur bati dal fatto che i centri delle loro città siano evidentemente dei mortori. Nella loro corsa securitaria, di cui si parla nelle pagine di questo giornale, non c’è nulla che somigli a un progetto amministrativo serio e reali stico.
Loro forniscono risposte istintive, mu scolari a pulsioni e paure, spesso legittime, che però vengono rilanciate e strumenta lizzate stabilmente in un’agenda politica che prepara la corsa alle prossime elezioni. Ma quello che sembra il punto di forza delle destre, unite e allineate sulle chiusure dei minimarket etnici, sulle ordinanze, sulla legge contro i maranza e via dicendo, alla lunga sta diventando un punto di frattura. È molto più di una percezione ciò che è accaduto a Cinisello Balsamo appena dopo il Capodanno, quando il sindaco leghista ha decretato la chiusura alle 18 di alcuni bar e minimarket in zona centro.
Qualche ora dopo la firma di quest’ordinanza tanto dura, quanto inutile, sono intervenuti i Fratelli d’Italia che in una nota hanno rivendicato come propria l’idea del coprifuoco per i minimarket, da estendere in tutta la città. Noi abbiamo pressato il sindaco perché firmasse, noi gli chiediamo di andare fino in fondo. Dicono in pratica gli ex missini, aprendo una gara a destra più spinta che mai sull’equazione immigrazione-criminalità, gara che si sta consumando proprio tra alleati di governo.
Parole che di fatto aprono la contesa interna verso la prossima elezione del sindaco, che sarà nel 2028 ma che potrebbe essere anticipata al 2027, in concomitanza con le elezioni politiche, se l’attuale primo cittadino, come si vocifera, si candiderà al parlamento, lasciando libera la poltrona. La destra è abile a scontrarsi sottotraccia riuscendo sempre a tener saldo il potere. Ma la gara tra alleati, in ordinanze sempre più spericolate che hanno l’effetto di spegnere e impoverire ulteriormente la città, potrebbe aiutare chi, a sinistra, ha qual cosa di nuovo e di migliore da proporre per svegliare Cinisello e Sesto dall’incanto del nulla.


