
Contromano Bike
I ragazzi di “Contromano Bike”. Da Cusano alla ciclofficina di PUF
Un gruppo di 7 ragazzi, di età compresa tra i 26 e i 34 anni, che ha fatto dell’amore per la bicicletta un punto di incontro e di condivisione di tempo, progetti e solidarietà. Sono i giovani di Contromano Bike, che da fine gennaio si sposta dal Circolo Arci Agorà di Cusano alla sede della Ciclofficina di PUF a Cinisello Balsamo. Nonostante l’età, vantano già sedici anni esperienza, come ci racconta Andrea Desiderio, anima del progetto.
Come è nata Contromano Bike e come siete arrivati a PUF?
Il progetto è nato a fine 2010 in un Centro di Aggregazione giovanile di Paderno Dugnano, CAG Contromano, in quello che doveva essere inizialmente solo un laboratorio abbinato a una associazione di ciclisti urbani, “TelaioStorto”. Dovevamo fare da appoggio, un minimo di assistenza o noleggio di mezzi per chi voleva partecipare a degli eventi ma non aveva il mezzo per farlo. Successivamente tutto si è ribaltato, perché l’associazione non è più riuscita a sostenersi per impegni, tempo e risorse. Il Centro di aggregazione ha chiuso per scelte comunali, ma il laboratorio è diventato una realtà a se stante. Ci siamo spostati in varie sedi, fra cui il circolo Arci da cui stiamo andando via adesso per arrivare a Cinisello Balsamo, a PUF, con cui ci eravamo già rapportati per delle collaborazioni e per aiuti reciproci.
Chi ha dato il là al progetto?
Il tutto è nato da me ma subito, nel tempo di una settimana, si è aggiunto Georg, oggi il mio migliore amico. Fino a circa cinque anni fa eravamo solo io e lui con qualche collaborazione sporadica e non continuativa; poi si sono aggiunte altri e attualmente siamo in sei, con una settimana persona che si sta avvicinando.
Il vostro gruppo viene chiamato affettuosamente “i giovani di Cusano”, ma giovani quanto?
Il più grande di noi ha 34 anni, mentre il più giovane ne ha 26 anni.

Questa attività per voi è volontariato?
Assolutamente, questa attività non è mai stata fonte di guadagno, né c’è mai stata l’intenzione di farla diventare un’attività commerciale e né ci sarà, nonostante spesso ci venga chiesto quando la tramuteremo nel nostro lavoro. Se mai dovesse succedere in un futuro ipotetico, ma sottolineo che a oggi nessuno ci pensa, non avrebbe mai lo stesso nome, non si svolgerebbe mai negli stessi spazi e con gli stessi attrezzi. Chiamiamolo volontariato, ma direi meglio che abbiamo il piacere di fare quel che facciamo, ricambiati dal piacere di chi viene in ciclofficina.
Cosa vi distingue da una classica ciclofficina?
Io la chiamerei una “ciclofficina collaborativa”, perché il nostro fare non si sostituisce a quello della persona che si rivolge a noi, ma è un fare insieme. Infatti se tu vieni in ciclofficina e sei in grado di lavorare da solo, lì trovi i mezzi per aggiustare la tua bici e procedi in autonomia. Se invece non sai farlo, noi ti aiutiamo; se hai bisogno di pezzi di ricambio o di uno scambio di prodotti ti diamo anche queste possibilità. Tutto quello che abbiamo in officina ci è donato o recuperato, non ci riforniamo da fornitori. Quindi il nostro modo di fare è un po’ anticonvenzionale e sicuramente economicamente non sostenibile, sebbene la cosa ormai vada avanti da sedici anni. Il nostro aiuto viene dato in collaborazione in officina oppure in occasione di eventi, mercati contadini, fiere o altro.
In quali orari vi potranno trovare alla ciclofficina di PUF?
Il nostro giorno di presenza è sempre stato il martedì, tant’è che sui social un nostro hashtag storico è #martediINciclofficina. Penso che nella sede di PUF riusciremo a mantenere i soliti orari, che sono dalle 17:30 alle 20:30.
Qui il loro sito internet contromano.bike/ciclofficina



