
Alberi abbattuti, Catania (PD): “Adesione a Forestami in ritardo, ora fatti concreti”
Otto anni di attesa, pressioni politiche e denunce pubbliche prima di arrivare a un primo sì. È il bilancio tracciato dal segretario del Partito democratico di Cinisello Balsamo, Andrea Catania, commentando l’annuncio dell’amministrazione comunale sull’adesione al progetto Forestami.
Un’adesione che, sottolinea il Pd, per ora resta solo sulla carta. Il Comune ha parlato infatti di “avvio di un percorso” verso la firma di un protocollo, senza indicazioni operative né tempi certi. «Un primo passo, ma nulla di concreto», è la sintesi del giudizio.
Forestami è un progetto nato nel 2018 con il sostegno di Città Metropolitana e Parco Nord, con l’obiettivo di piantare almeno tre milioni di alberi entro il 2030. Un’iniziativa a cui hanno già aderito 29 Comuni dell’area metropolitana, mentre Cinisello Balsamo è rimasta fuori per anni. «Come Partito democratico – ricorda Catania – abbiamo chiesto più volte di cogliere questa opportunità. Le risposte sono state silenzi o giustificazioni, fino al “non serve”».
Nel mirino anche il Consiglio comunale del 2021, quando un ordine del giorno presentato dal centrosinistra insieme a esponenti del Movimento 5 Stelle e della civica venne bocciato dalla maggioranza di destra senza motivazioni, nonostante includesse proprio l’impegno ad aderire a Forestami.
A rafforzare le critiche ci sono i numeri. Secondo i dati dell’ultimo censimento arboreo, presentati a novembre, negli ultimi tre anni a Cinisello sono state tagliate circa 1.500 piante, a fronte di poco più di 400 nuove piantumazioni. Un saldo fortemente negativo, aggravato dal fatto che spesso i nuovi alberi non sono stati messi a dimora negli stessi quartieri interessati dai tagli. Una situazione che ha alimentato le proteste di cittadini e associazioni.
«Oggi il sindaco annuncia il “grande passo” – osserva Catania – facendo retromarcia rispetto al passato. Bene, ma è una scelta che arriva tardi». Il segretario Pd richiama anche un precedente politico, l’ingresso delle aree del Grugnotorto nel Parco Nord, avvenuto solo dopo un iniziale no dell’amministrazione nel 2019. «Nel frattempo il tempo passa e i danni ambientali si accumulano».
Da qui l’appello a cambiare passo. Per il Pd servono ora scelte precise: un vero Piano del verde urbano, interventi di depavimentazione per ridurre le isole di calore, il potenziamento e la reale fruibilità delle aree pubbliche del Grugnotorto e obiettivi chiari e misurabili sulle nuove piantumazioni, capaci di compensare i tagli.
«Meno propaganda e più scelte concrete per la qualità della vita e il futuro della città», è la linea indicata dal Partito democratico, che annuncia battaglia anche in Consiglio comunale, a partire dalla discussione sugli emendamenti al bilancio.

