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“Improvvisamente”, l’ultimo album del jazzista Marco Detto

“Tutti quanti voglion fare il jazz” cantava Scat Cat, un personaggio creato dalla Disney nello storico film di animazione del 1970 “Gli Aristogatti”. Ma il jazz non è un genere per tutti: bisogna essere ascoltatori preparati e i suoi interpreti hanno un bagaglio formativo assai vasto per giungere a realizzare quelle improvvisazioni che comunemente si associano a questa forma d’arte. Chiedetelo a Marco Detto, professore di pianoforte jazz della Civica Scuola di Musica cinisellese ma soprattutto pianista e compositore con all’attivo oltre 20 album, prestigiose collaborazioni e una voce a lui dedicata sul “Dizionario del jazz italiano” di Flavio Caprera.

“Improvvisamente” è l’ultimo cd, prodotto dall’Associazione Culturale Eugenio Nobili, con dieci brani scritti da Detto. Il titolo del progetto richiama l’istante, la scintilla creativa, quel momento in cui la musica prende forma senza preavviso ma con una profonda consapevolezza. È attorno a questa idea che ruota il lavoro inciso in trio con Michele Tacchi al basso elettrico e Alessandro Rossi alla batteria. Marco Detto guida il trio con un pianismo elegante e appassionato, sempre generoso nei suoi slanci poetici. Le sue linee melodiche sono cantabili e rappresentano un suo tratto distintivo: quello di presentare temi ben riconoscibili da cui parte la creatività verso variazioni e improvvisazioni che tengono l’ascoltatore costantemente coinvolto. Accanto a lui, il basso elettrico di Michele Tacchi svolge un ruolo fondamentale nel definire l’identità dell’album. Lontano da una funzione meramente di sostegno, il suo suono è caldo, presente, capace di dialogare con il pianoforte e di suggerire direzioni ritmiche e armoniche inattese. La batteria di Alessandro Rossi completa il quadro con un approccio raffinato e misurato. Il suo drumming è attento alle sfumature, ricco di dettagli timbrici e mai invasivo. Accompagna, provoca, commenta: ogni battito sembra nascere da un ascolto profondo degli altri due musicisti, creando un flusso continuo in cui ritmo e melodia si intrecciano in modo naturale.

“Improvvisamente” è un album che vive di contrasti pienamente controllati: momenti di intensa energia si alternano a passaggi più intimi e riflessivi, strutture ben definite si aprono a spazi di libertà improvvisativa ed elementi caratteristici del jazz dialogano con sensibilità contemporanee. Con questo lavoro Marco Detto e il suo trio offrono una testimonianza autentica in cui composizione e improvvisazione convivono in perfetto equilibrio. Un progetto che non cerca l’effetto immediato, ma richiede più di un ascolto per rivelarsi appieno proprio quasi… improvvisamente.

Marco Detto

Emanuele Lavizzari

Dopo un titolo accademico in Lingue e Letterature Straniere ha lavorato in ambito turistico-alberghiero tra Spagna e Italia e nel settore della tecnologia in Germania. In seguito a un master universitario in ideazione e produzione audiovisiva approda al giornalismo. Ha collaborato con alcune testate locali in Lombardia, prima di giungere all’Associazione Italiana Sommelier, dove attualmente è responsabile del coordinamento redazionale e direttore editoriale della rivista “Vitae”. Ama l’impressionismo musicale, la poesia simbolista e le contaminazioni fra generi nella musica e nella letteratura. Passa agevolmente da una tastiera di pc a quella di un pianoforte, anche se tra i due preferisce decisamente il secondo. Questo è il motivo per cui si è dedicato a ulteriori studi e ha conseguito una laurea magistrale in Scienze della Musica con una tesi sul compositore spagnolo Manuel de Falla. Suoi grandi interessi sono anche l'analisi dei linguaggi dei mass media e l'atletica leggera. Ha corso tanti chilometri in pista, su strada e su percorsi campestri e non si è ancora stancato di farlo.

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