
Giorno della Memoria, ANPI ricorda i soldati italiani deportati
Un Giorno della Memoria che guarda alla storia spesso dimenticata degli Internati Militari Italiani. È l’iniziativa promossa da ANPI Cinisello Balsamo, insieme a UniAbita, per ricordare i militari che dopo l’8 settembre 1943 rifiutarono di collaborare con l’esercito tedesco e con la Repubblica Sociale Italiana.
Una scelta di dignità e di resistenza pagata a carissimo prezzo. Furono circa 650 mila i soldati e ufficiali italiani deportati in Germania e nei territori occupati dal Reich, costretti a lavorare come schiavi in condizioni disumane. Di questi, circa 50 mila non fecero ritorno, uccisi dalla fame, dalle malattie, dai bombardamenti o dalle punizioni inflitte nei campi. Una vicenda rimasta a lungo ai margini della memoria pubblica e solo dagli anni Ottanta oggetto di studi storici e testimonianze dirette.
Il cuore delle iniziative sarà domenica 1 febbraio alle 16.30, al Salone Matteotti di via I Maggio 5, con la rappresentazione del monologo teatrale Memoria di un ritorno. L’importanza di dire NO. Lo spettacolo racconta la storia di Carlo, uno dei tanti militari italiani che scelsero di non piegarsi. All’incontro sarà presente Antonella Asti, autrice del testo Ho detto NO da cui è tratto il monologo, insieme ai familiari di alcuni concittadini deportati. Nella stessa occasione sarà esposta la mostra La Resistenza dei nostri soldati, curata dalla sezione ANPI di Cinisello Balsamo.
Le iniziative proseguiranno sabato 31 gennaio con la manifestazione al Monumento del Deportato al Parco Nord, organizzata da ANED e ANPI. Il corteo partirà alle 14.30 dal parcheggio di via Clerici, a Sesto San Giovanni.
Il percorso di memoria si collega anche al viaggio annuale organizzato da Aned e VentimilaLeghe nei luoghi della deportazione, a Mauthausen e nei sottocampi di Gusen e Hartheim, in occasione dell’anniversario della liberazione del campo, avvenuta il 5 maggio 1945. Domenica 10 maggio è prevista una grande manifestazione internazionale all’interno del campo di Mauthausen, con la partecipazione di delegazioni provenienti da numerosi Paesi.
Un richiamo, sottolinea ANPI Cinisello Balsamo, quanto mai attuale. In un tempo segnato da immagini e racconti quotidiani di guerre e vittime innocenti, ricordare la storia degli internati militari italiani significa riflettere sulle conseguenze dell’affidarsi alla forza e all’arbitrio, come avvenne con le dittature nazista e fascista, e ribadire il valore di quel “no” che allora costò la libertà e spesso la vita.


