Il giornale di Cinisello Balsamo e Nord Milano

Un ospedale generalista per la Città della Salute. Nuovo annuncio di Fontana

Nessuna ritirata, almeno a parole. La Città della Salute e della Ricerca resta una priorità strategica per Regione Lombardia, ma il progetto continua a portarsi dietro ritardi, rincari e annunci che si rincorrono da anni senza mai tradursi in un cronoprogramma credibile. L’ultimo aggiornamento, arrivato nelle scorse ore, conferma un copione già visto. I tempi si allungano ancora, i costi lievitano fino a raddoppiare rispetto alle stime iniziali, mentre la data di conclusione dei lavori resta una variabile mobile fissata ora al 2030.

A rilanciare è stato il presidente Attilio Fontana, che ha annunciato la nascita di un nuovo ospedale generalista a supporto del maxi polo sanitario che dovrebbe riunire l’Istituto dei Tumori e il Neurologico Besta. Un’operazione da 180 milioni di euro, risorse che Fontana ha assicurato essere già stanziate a bilancio, e che servirebbero a rafforzare la funzione complessiva del futuro hub sanitario.

Il problema, però, non è solo cosa si annuncia oggi, ma cosa non si è riusciti a realizzare ieri. La Città della Salute doveva essere uno dei grandi simboli della sanità lombarda del futuro. È diventata invece un caso emblematico di slittamenti continui, revisioni progettuali e costi fuori controllo. Dai primi rendering alla posa delle prime strutture, il progetto ha cambiato pelle più volte, mentre il conto economico è cresciuto fino a raddoppiare rispetto alle previsioni originarie. E ogni nuovo annuncio sembra più una toppa comunicativa che una risposta strutturale ai problemi accumulati.

L’aggiunta di un ospedale generalista, se da un lato risponde a un’esigenza reale di integrazione tra alta specializzazione e assistenza più diffusa, dall’altro solleva nuove domande. Perché questa funzione non era stata prevista fin dall’inizio. Quanto inciderà ulteriormente sui tempi e sui costi. E soprattutto se esista oggi una governance in grado di garantire che questa ennesima estensione del progetto non diventi l’ennesimo motivo di rinvio.

Intanto Milano aspetta. Aspettano i pazienti, che continuano a essere curati in strutture frammentate e spesso obsolete. Aspettano i professionisti della sanità, che da anni lavorano in condizioni provvisorie. E aspetta una città che sente ripetere, a ogni passaggio politico, che la Città della Salute è una priorità non negoziabile, salvo poi scoprire che il traguardo si sposta sempre un po’ più in là.

Il rischio, sempre più concreto, è che il progetto resti intrappolato in una dimensione permanente di annuncio. Con nuovi fondi messi sul tavolo e nuove funzioni promesse, ma senza una svolta vera sul nodo decisivo. Dare certezze su tempi, costi e responsabilità. Perché senza questo, anche l’ennesimo investimento rischia di apparire come un rattoppo costoso su una promessa che Milano aspetta da troppo tempo.

Redazione "La Città"

Articolo precedente

Sicurezza a Sesto, le opposizioni convocano un’assemblea pubblica

Articolo successivo

Al via una rassegna dedicata all’infanzia. ”Il Pertini mai sazio”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *