
Aeroporto di Bresso, la mobilitazione non si ferma: assemblea pubblica il 30 gennaio
Resta alta l’attenzione sull’aeroporto di Bresso e sul pericolo dell’introduzione di voli commerciali nel piccolo scalo che sorge nel comprensorio del Parco Nord. Venerdì 30 gennaio, alle ore 20.45, il Comitato Difesa Parco Nord – No Aeroporto Commerciale ha convocato un’assemblea pubblica presso il Centro Civico in via Bologna, 38 a Bresso.
Il Comitato invita a partecipare i rappresentanti delle istituzioni che erano stati convocati all’audizione in Regione Lombardia avvenuta lo scorso 4 dicembre: i Sindaci di Bresso, Cusano Milanino, Cinisello Balsamo, Sesto San Giovanni, Cormano, Milano, il Presidente di Parco Nord Milano, i promotori del Comitato Difesa del Parco Nord, l’Assessore all’Ambiente del Comune di Milano e i rappresentanti di Città Metropolitana di Milano, Regione Lombardia, Enac Servizi Srl ed Enac.
“Il Protocollo di intesa è in vigore dal 31 luglio 2007 ed esclude tassativamente opere o interventi che configurino un potenziamento della capacità di traffico. Lo stesso Piano di Riassetto Aeroportuale, redatto dall’ENAC nel 2005, sottolineava come lo scopo fosse intervenire senza produrre impatti significativi sul territorio circostante ed escludendo qualsiasi modifica dell’utilizzo dell’infrastruttura o incremento di traffico e quindi anche di inquinamento acustico o atmosferico”, racconta il Comitato in una nota.
A sottoscrivere quel protocollo furono: Presidenza del Consiglio dei ministri, Ministero dei Trasporti, Provincia di Milano, Agenzia del Demanio, Ente Nazionale Aviazione Civile (ENAC), Comuni di Bresso, Cinisello Balsamo e Milano, Consorzio Parco Nord Milano.
Tuttavia Enac Servizi Srl ha firmato con Enac un contratto di programma dal 2025 al 2027 che prevede che dal 1° febbraio 2026 l’Aeroporto di Bresso sarà affidato in gestione totale alla sua società la cui missione principale è quella di sviluppare la Regional Air Mobility (RAM), una rete nazionale di scali di aviazione generale come quello di Bresso.
La preoccupazione del Comitato e di tanti residenti è che il progetto aprirebbe gli aeroporti demaniali statali territoriali a voli commerciali nell’ambito della mobilità aerea territoriale tramite l’utilizzo di velivoli di massimo 19 passeggeri con un raggio d’azione che varia dai 300 a 600 chilometri.


