
Caso Hannoun, il Collettivo 20092 difende il corteo del 13 dicembre
Lo scontro politico su quanto sta accadendo in Medioriente arriva anche a Cinisello Balsamo e nel Nord Milano, con toni sempre più accesi dopo l’arresto di Mohammed Hannoun, presidente dell’Associazione Palestinesi in Italia, raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare nell’ambito di un’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo di Genova. Secondo quanto riportato dagli inquirenti, l’uomo sarebbe stato al vertice di una rete accusata di aver destinato fondi raccolti per scopi umanitari al finanziamento di Hamas, con un flusso di denaro che supererebbe i sette milioni di euro.
Dopo la sua lista civica, anche il sindaco leghista di Cinisello Balsamo Giacomo Ghilardi non ha perso l’occasione per entrare in scivolata nel dibattito in corso, collegando senza troppe sfumature l’inchiesta giudiziaria alla manifestazione pro Palestina svoltasi lo scorso 13 dicembre tra Sesto e Cinisello. In quella occasione, ricorda il primo cittadino, Hannoun aveva partecipato al corteo insieme con alcuni esponenti della sinistra locale.
Ghilardi ha rivendicato di aver chiesto, insieme al sindaco di Sesto Roberto Di Stefano, l’intervento di questore e prefetto dopo le manifestazioni di dicembre, accusando parte della sinistra di aver sottovalutato o coperto posizioni che oggi vengono contestate dalla magistratura.
Alla presa di posizione del sindaco ha risposto il Collettivo 20092, che animò la manifestazione insieme ad altri partiti e associazioni e che in un post sui social (pubblicato anche nella bacheca di Ghilardi) ha difeso il corteo del 13 dicembre e respinto le accuse di contiguità con il terrorismo. Il collettivo rivendica il carattere politico e sociale della manifestazione, nata per denunciare la crisi nei territori del Nord Milano, le politiche securitarie delle amministrazioni locali e il sostegno italiano alle operazioni militari israeliane a Gaza.
“Lo scorso 13 dicembre con un corteo popolare e meticcio abbiamo attraversato i comuni di Sesto e Cinisello per denunciare la crisi sociale dei nostri territori, aggravata dal malgoverno della destra; la fine di zone rosse, discriminazione contro abitanti di origine straniera e seconde generazione; la complicità con guerra e genocidio in Palestina, sostenuto dallo Stato italiano a tutti i livelli con ingenti quantità di risorse pubbliche”, afferma il Collettivo.
“Con noi era presente – continua la nota – anche l’associazionismo palestinese, sotto attacco in queste settimane da parte di magistratura, polizie e governo: l’ultimo episodio, il 27 dicembre con l’arresto di 9 persone tra cui il presidente dell’API Mohammed Hannoun, con l’accusa di “associazione con finalità terroristica” – nello specifico H4m4s. Ora, è importante chiarire che le accuse e gli arresti si basano su dichiarazioni del governo israeliano, che giustifica (agli occhi della sua popolazione e degli Stati conniventi) la pulizia etnica e gli arresti arbitrari dei palestinesi con l’accusa verso chiunque pratichi solidarietà e Resistenza di essere parte del movimento islamico”.
“È la eterna logica preventiva dell’antiterrorismo: arresti e processi sulla basa di un teorema, fondato su interpretazioni invece che prove fattuali – con in più, in questo caso, gli elementi “schiaccianti” forniti da Israele. Ma chi sulla base di questi elementi accusa altri: gli sciacalli, come Di Stefano e Ghilardi, che accusano abitanti e attivisti, di “tolleranza” o peggio “fiancheggiamento verso il terrorismo” lo fa per nascondere la propria collusione, come quella dei loro padroni del governo italiano, con lo Stato sionista e genocida di Israele”, si legge nel comunicato.
“Prendessero loro le distanze da forme di violenza genocida, crimini contro l’umanità, razzismo e repressione del dissenso, altro che rivendicarsi la memoria e la cittadinanza onoraria a colui che fu a capo del fascismo italiano nonché promotore della politica del terrore nel ventennio più buio della storia di questo paese. Noi rivendichiamo di aver avuto con noi Hannoun e continueremo a sostenere la causa palestinese. Solidarietà agli attivisti palestinesi. Libertà per tutti gli antifascisti. Contro il genocidio a fianco della resistenza palestinese”, conclude la nota.

