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Il caso Hannoun infiamma Cinisello. La civica del sindaco accusa la sinistra

Il dibattito politico cittadino si accende dopo il comunicato diffuso dalla lista civica “Ghilardi Sindaco” in seguito alle recenti notizie giudiziarie che riguardano Mohammed Hannoun, presidente dell’Associazione Palestinesi in Italia. L’uomo risulta tra i destinatari di ordinanze di custodia cautelare emesse dalla Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo di Genova, con l’accusa di aver avuto un ruolo di vertice nell’organizzazione Hamas e di aver destinato parte dei fondi raccolti a finalità umanitarie al finanziamento di attività terroristiche, comprese – secondo gli inquirenti – quelle del 7 ottobre 2023.

Nel comunicato, la lista civica guidata dal sindaco Ghilardi esprime “forte preoccupazione” per il fatto che Hannoun sia stato invitato, nei mesi scorsi, a una manifestazione pro-Palestina svoltasi tra Sesto San Giovanni e Cinisello Balsamo il 13 dicembre. Da qui l’interrogativo politico rivolto alla sinistra locale, chiamata a chiarire “da che parte sta”, e la richiesta di una presa di distanza netta da qualsiasi ambiguità nei confronti del terrorismo. Nel testo si fa riferimento anche alla diffusione di un video che ritrae un esponente locale di Sinistra Italiana – Verdi, di cui la nota non esplicita il nome, ma si tratta di Gaetano Petronio, mentre invita i fedeli di una moschea a partecipare alla manifestazione, oltre alla presenza di rappresentanti di partiti di sinistra a cortei cittadini sul tema palestinese.

Secondo la civica, solidarietà e difesa dei diritti non possono mai tradursi in tolleranza verso organizzazioni terroristiche e servirebbero “chiarezza, responsabilità e una presa di distanza senza ambiguità”.

Alla presa di posizione ha risposto con una lunga dichiarazione Gaetano Petronio, segretario di AVS Cinisello Balsamo, chiamato direttamente in causa. Petronio respinge con decisione ogni accostamento tra la sua attività politica e le accuse rivolte ad Hannoun, definendo il comunicato “propaganda del fango”.

«Entrare in un centro islamico, parlare ai fedeli e invitarli a una manifestazione non è un reato – afferma – ma l’esercizio della libertà di espressione garantita dalla Costituzione». Petronio richiama gli articoli 17 e 21 della Carta, sottolineando come il diritto di manifestare pacificamente sia un pilastro della democrazia e non possa essere messo in discussione attraverso insinuazioni.

Nel suo intervento ribadisce che le manifestazioni promosse avevano come obiettivo la denuncia della crisi umanitaria in corso a Gaza e non alcuna forma di sostegno al terrorismo. «Noi manifestiamo contro il massacro della popolazione civile – afferma – mentre questa Giunta non prende una posizione chiara su ciò che sta accadendo».

Il segretario di AVS ribalta infine l’accusa sul piano politico e morale, sostenendo che chi oggi chiede conto delle manifestazioni pro-Palestina è lo stesso che, a suo dire, resta in silenzio davanti alle morti nel Mediterraneo. «Noi stiamo dalla parte dell’umanità, della pace e dei diritti – conclude – liberi di esprimere le nostre idee nella legalità».

Redazione "La Città"

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