
Nel degrado di Sesto a luci spente verso il Natale
di Andrea Maffezzoli
articolo tratto dall’ultimo numero di Nuova Sesto
C’è un treno che attraversa Sesto San Giovanni. Non è quello della rinascita, né quello del Natale, ma il treno del degrado. Un viaggio lento dentro una città che, anno dopo anno, sembra aver deciso di spegnere non solo le luci, ma anche le idee.
Da qualche tempo a questa parte, infatti, gli eventi natalizi a Sesto segnano un record dopo l’altro. Non di bellezza, non di partecipazione, ma di sciatteria e poca cura. Quest’anno si è riusciti persino nell’impresa di peggiorare ulteriormente il quadro: il cosiddetto “Villaggio di Babbo Natale” è stato spostato — o meglio relegato — all’interno della Casa delle Associazioni. Un luogo che, con tutto il rispetto, non è pensato né adatto a ospitare un evento del genere.
Il risultato? Più che un villaggio, sembra un borgo abbandonato. Babbo Natale compreso. E allora viene spontaneo chiedersi: ma quali sono rimaste, oggi, le attività a Sesto?
Davvero l’unica proposta per animare la città è il “mercato delle mutande” della domenica? È questa l’idea di vivacità urbana e di commercio di prossimità che l’amministrazione ha in mente? Le strade sono buie. Nessuna luminaria comunale: né lungo le vie principali, né davanti al Palazzo Comunale. Nulla.
E mentre il Comune arretra, a provare a tenere accesa una scintilla ci pensano commercianti e cittadini. Le luci natalizie, ormai, non sono più una scelta dell’amministrazione, ma il risultato della buona volontà di chi vive e lavora a Sesto.
Il risultato? Un confuso accrocchio di luci di forme e colori diversi, installate senza un disegno comune, senza un’idea di città. Impegno encomiabile, per carità, ma la gioia del Natale non nasce dal “fai da te” disperato: nasce da una visione, da un progetto condiviso che oggi semplicemente non c’è.
Il colpo d’occhio più desolante arriva però in Piazza del Comune. Qui il Natale sembra essere stato cancellato del tutto. Nemmeno una lucina a illuminare i palazzi istituzionali, come se l’amministrazione non si fosse dimenticata solo dei cittadini, ma stesse tentando di eliminare anche l’idea stessa di festa. Viene quasi da pensare al Grinch, quello che rubava il Natale: solo che questa volta non è un personaggio dei cartoni, ma una scelta politica ben precisa.
In questo scenario si inserisce il famigerato trenino natalizio, tanto annunciato e tanto millantato dal sindaco. Peccato che si trovi a girare dentro una città spenta, senza un vero percorso, senza luci, senza un contesto. Un’iniziativa che sembra fatta più per poter dire “lo abbiamo fatto” che per regalare davvero un momento di gioia.
I bambini, seduti su carrozze buie e silenziose, si annoiano. I genitori e i nonni li osservano sconsolati, chiedendosi se questo sia davvero il meglio che Sesto può offrire. Il Natale dovrebbe essere un momento di comunità. A Sesto, purtroppo, resta solo un giro in tondo. Al buio.


