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Straordinaria la mobilitazione per salvare il Parco Nord. Ma è solo l’inizio

di Andrea Catania

In un’epoca in cui l’astensionismo è in costante crescita e il dibattito pubblico tende sempre più spesso a ridursi a un leaderismo esasperato, la mobilitazione civica nata contro il progetto di potenziamento dei voli commerciali sull’aeroporto di Bresso rappresenta un esempio concreto di come la partecipazione sia non solo utile, ma decisiva per cambiare le cose.

La Commissione regionale convocata nella prima settimana di dicembre ha segnato infatti una prima marcia indietro da parte di ENAC Servizi, che ha negato l’esistenza di un progetto di sviluppo dei voli commerciali sullo scalo di Bresso, smentendo apparentemente quanto annunciato a settembre da Pierluigi Di Palma, presidente di ENAC. È un primo risultato, non ancora però sufficiente per cantare vittoria, reso possibile dall’attivismo del Comitato civico promosso dagli Amici del Parco Nord, che per primo ha sollevato la questione, e dall’azione politica delle forze di centrosinistra che hanno sostenuto la mobilitazione sin dall’inizio, portando la voce dei cittadini nelle istituzioni regionali grazie ai consiglieri Simone Negri del PD e Onorio Rosati di AVS, prima con una mozione e poi chiedendo la convocazione della Commissione.

Il progetto ventilato nei mesi scorsi, che dovrebbe trasformare Bresso in uno degli scali principali di un nuovo modello di mobilità a corto raggio basato su una rete di aeroporti, avrebbe un impatto devastante sul Nord Milano: una delle aree più densamente abitate e urbanizzate dell’area metropolitana, già attraversata da A4, Tangenziale Nord e SS36, con gravi conseguenze in termini di inquinamento e sicurezza per i residenti. In teoria, non dovrebbero esserci dubbi sulla contrarietà a questo e a qualunque progetto analogo.

Il Protocollo del 2007, firmato da tutte le istituzioni coinvolte, avrebbe dovuto rappresentare un punto fermo. Eppure, già nel 2010 fu proposta la trasformazione di Bresso in un eliporto commerciale per Expo, proposta poi bocciata dal Consiglio regionale dopo una forte mobilitazione popolare. Allora, però, il contesto era diverso: la partecipazione era più alta e, soprattutto, i Comuni di Cinisello Balsamo e Bresso furono subito in prima linea nel dire no, affiancando i comitati. Questa volta, invece, i sindaci dei due Comuni sono apparsi inizialmente silenti, arrivando persino a non partecipare al presidio del 23 novembre, per poi intervenire solo successivamente, chiedendo anche in Commissione il rispetto del Protocollo del 2007. L’esito della Commissione, tuttavia, non chiude definitivamente la partita.

Ad oggi non esiste alcun atto formale che archivi il progetto, che resta valido nella sua architettura generale annunciata a livello nazionale. ENAC Servizi ha fatto riferimento a uno studio di PwC che nessuno ha ancora potuto visionare e, soprattutto, è emerso con forza il tema dell’aumento dei voli sullo scalo bressese, segnalato da cittadini e Comitato, che sembrerebbe superare già oggi i limiti esistenti. Per questo è fondamentale che la mobilitazione prosegua: nelle istituzioni, dove le forze di centrosinistra chiederanno un voto chiaro e trasparente contro qualsiasi ipotesi di sviluppo commerciale; e sul territorio, dove il Comitato ha già avviato una raccolta firme e intende organizzare nei prossimi mesi un’assemblea pubblica per chiamare tutte le istituzioni alle proprie responsabilità.

Redazione "La Città"

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