
Sesto, scontro sul bilancio. L’opposizione protesta: “Impedito il confronto”
Il Partito democratico boccia senza appello il bilancio di previsione approvato dalla maggioranza di centrodestra a Sesto San Giovanni. Un documento che, secondo l’opposizione, non offre risposte ai problemi della città e viene approvato impedendo il confronto in aula sulle proposte alternative.
Per il Pd il 2025 è stato uno degli anni più difficili della storia recente sestese. A preoccupare sono soprattutto il senso di insicurezza diffuso, la mancanza di decoro urbano e una città che rischia di trasformarsi sempre più in un dormitorio, con un tessuto sociale e associativo lasciato senza sostegno.
I democratici rivendicano di aver presentato decine di emendamenti per correggere un bilancio che, a loro giudizio, regge solo grazie agli oneri di urbanizzazione, una scelta che ha attirato anche un’osservazione critica da parte dei revisori dei conti. Tra le proposte avanzate c’era una riforma dell’Irpef comunale con l’innalzamento della soglia di esenzione e l’introduzione di scaglioni più progressivi per tutelare famiglie e lavoratori.
Il Pd aveva inoltre suggerito l’introduzione di un contributo a carico dei turisti in arrivo per le Olimpiadi invernali, stimando un possibile gettito di circa un milione di euro da destinare a cultura e attrattività del commercio locale. Sul tavolo anche interventi per la sicurezza, la riduzione delle rette delle mense scolastiche con coperture economiche già individuate, il recupero delle case popolari vuote, la sicurezza stradale, il sostegno alla cultura e alle persone anziane, oltre a sconti sugli abbonamenti Atm per studenti e pensionati.
Secondo l’opposizione tutte le proposte sono state respinte in blocco dalla maggioranza. Una scelta che, per il Pd, dimostra la mancanza di volontà di assumersi impegni concreti verso bisogni che emergono dal confronto con associazioni e cittadini.
«La destra ha applicato la tagliola e impedito la discussione», attacca il capogruppo democratico Ernesto Guido Gatti, che definisce il bilancio previsionale «deludente e inadeguato», in linea con quella che giudica un’azione amministrativa sempre più inefficace.

