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“La cittadinanza onoraria a Mussolini contrasta con la Costituzione”

 Il Consiglio comunale di Cinisello Balsamo ha respinto la mozione che chiedeva la revoca della cittadinanza onoraria conferita nel 1924 a Benito Mussolini. La proposta, presentata dalla minoranza anche su sollecitazione dell’ANPI, è stata bocciata nella seduta di lunedì 15 dicembre con 15 voti contrari e 8 favorevoli.

La mozione era già stata avanzata nel precedente mandato amministrativo e, dopo numerosi rinvii, era finalmente approdata in aula il 27 novembre. La decisione della maggioranza ha riaperto un dibattito che attraversa da anni molte amministrazioni italiane e che riguarda il rapporto tra memoria storica, simboli pubblici e valori costituzionali.

Secondo l’ANPI di Cinisello Balsamo, le motivazioni addotte per giustificare il no non entrano nel merito della richiesta di revoca. Tra queste, il fatto che in passato nessuna amministrazione abbia mai sollevato la questione. Un’argomentazione che, secondo l’associazione, non regge, dal momento che diversi Comuni italiani hanno revocato la cittadinanza a Mussolini già decenni fa, come Napoli, Matera e Arezzo, mentre altri lo hanno fatto in anni più recenti dopo aver riscoperto un conferimento rimasto a lungo dimenticato.

Anche nel caso di Cinisello, si sarebbe trattato di un oblio involontario che, una volta accertato, avrebbe potuto essere superato dall’amministrazione in carica. Per l’ANPI, infatti, quel titolo onorario è in totale contrasto con i valori della Costituzione e con la storia della città, che ha pagato un prezzo alto durante la dittatura fascista.

Tra le ragioni richiamate per respingere la mozione, anche il conferimento nel 2019 della cittadinanza onoraria a Liliana Segre. Un elemento che, secondo l’ANPI, si trasforma però in un boomerang, perché rende evidente l’incompatibilità tra due cittadinanze onorarie attribuite, rispettivamente, a una vittima e al suo persecutore. A sostegno di questa tesi viene ricordato il caso della scrittrice Edith Bruck, che nel 2021 rinunciò a ritirare il Premio della Pace conferitole dal Comune di Anzio, proprio in segno di protesta contro il mancato ritiro della cittadinanza a Mussolini.

Respinta anche l’idea che la revoca sarebbe una battaglia contro il passato e che occorrerebbe invece occuparsi del presente. L’ANPI sottolinea come lo stesso Consiglio comunale abbia recentemente approvato la cancellazione dell’intitolazione del Palazzetto dello sport a Salvador Allende, dimostrando che intervenire sui simboli è una scelta politica che riguarda il presente e il futuro della comunità.

La richiesta di revoca, viene ribadito, non mira a cancellare la storia né a rimuovere Mussolini e il fascismo, ma a fare i conti in modo onesto con il passato del Paese. Un passato che, secondo l’associazione, continua a ripresentarsi sotto nuove forme e che rende ancora più necessario interrogarsi sui simboli che le istituzioni scelgono di mantenere.

“I simboli sono messaggi”, conclude l’ANPI. Mantenere la cittadinanza onoraria a Mussolini, così come conservare la fiamma tricolore in alcuni loghi politici, significa tenere aperto un legame con un passato che a Cinisello Balsamo e in Italia ha prodotto ingiustizia, sofferenza e morte.

Redazione "La Città"

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