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Piazza Gramsci, il giallo del restyling. “I soldi non ci sono più”

La riqualificazione di Piazza Gramsci torna al centro del dibattito politico a Cinisello Balsamo e lo fa riaprendo una vicenda che da anni accompagna promesse, attese e rinvii.

Piazza Gramsci è uno dei luoghi simbolo della città. Spazio centrale e identitario, è vissuto quotidianamente da cittadini di tutte le età e rappresenta un punto di riferimento per la vita sociale e urbana. Proprio per questo la decisione dell’amministrazione guidata da Giacomo Ghilardi di procedere con un nuovo progetto esecutivo da 500.000 euro ha sollevato più di una perplessità.

Secondo Italia Viva, che è intervenuta pubblicamente sulla vicenda con un maxi manifesto affisso in città, la scelta sarebbe stata assunta senza alcun percorso di confronto con cittadini, associazioni e realtà del territorio. Un passaggio che, su un intervento così rilevante, viene considerato un limite serio nel metodo.

Ma il nodo più delicato riguarda le risorse. Per anni la riqualificazione della piazza è stata collegata al Programma Integrato di Intervento Bettola, con l’indicazione che parte dei fondi sarebbero stati destinati proprio a Piazza Gramsci. Una prospettiva che oggi viene messa in discussione dalla stessa amministrazione comunale. Con la delibera di Giunta numero 302 del 2025, infatti, il Comune ha riconosciuto che quelle risorse non risultano più disponibili.

Una presa d’atto che cambia il quadro. Dopo anni di annunci e collegamenti tra il progetto Bettola e il futuro della piazza, emerge il rischio che il nuovo progetto resti sulla carta. Da qui la domanda politica posta da Italia Viva, se esista davvero la volontà di rifare Piazza Gramsci o se lo stanziamento per il progetto esecutivo non rischi di trasformarsi in un investimento privo di sbocco concreto.

Il tema, al di là delle posizioni politiche, riguarda la credibilità delle scelte amministrative. La città, viene sottolineato, ha bisogno di decisioni chiare e verificabili, di risorse effettivamente disponibili, di un cronoprogramma definito e di un confronto trasparente con la comunità. In assenza di questi elementi, il pericolo è quello di alimentare aspettative che non trovano riscontro nei fatti.

Piazza Gramsci resta un bene collettivo e, come tale, continua a rappresentare una prova importante per la capacità dell’amministrazione di coniugare progettualità, responsabilità politica e partecipazione dei cittadini. Una storia annosa che rischia, ancora una volta, di non conoscere un lieto fine.

Redazione "La Città"

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