
Il corteo propal a Sesto-Cinisello. Sindaci leghisti all’attacco
Fa discutere la presenza di Mohammad Hannoun, presidente dell’Associazione Palestinesi in Italia, al corteo propal di sabato partito da Sesto San Giovanni e arrivato fino al Palasport Allende di Cinisello Balsamo. La manifestazione, che ha visto la partecipazione di alcune centinaia di persone, si è svolta nel pomeriggio lungo un percorso concordato con le autorità e sotto la vigilanza delle forze dell’ordine.
Gli slogan e gli interventi al megafono hanno espresso una posizione fortemente critica nei confronti di Israele e del conflitto in corso a Gaza, con toni che in alcuni momenti sono stati giudicati particolarmente duri. Proprio su questo aspetto i sindaci di Sesto San Giovanni e Cinisello Balsamo, Roberto Di Stefano e Giacomo Ghilardi, hanno inviato una richiesta formale al Questore di Milano per valutare l’estensione del provvedimento di allontanamento per istigazione all’odio nei confronti di Mohammad Hannoun.
Hannoun risulta già destinatario di un foglio di via con divieto di rientro nel Comune di Milano, emesso lo scorso 25 ottobre in seguito a dichiarazioni rilasciate durante una manifestazione del 18 ottobre. Nonostante il provvedimento, secondo quanto segnalato dalle amministrazioni comunali, Hannoun avrebbe preso parte anche alla manifestazione di sabato 13 dicembre, così come ad altre iniziative analoghe svoltesi nelle settimane precedenti, tra cui quella del primo novembre a Sesto San Giovanni.
In quell’occasione, ricordano i sindaci, erano state pronunciate frasi considerate di estrema gravità, con riferimenti alla cosiddetta legge del taglione e alla pena di morte. Elementi che hanno spinto i primi cittadini a chiedere un intervento più incisivo da parte delle autorità competenti.
Di Stefano e Ghilardi sottolineano che affermazioni che inneggiano alla violenza e alla pena di morte sono inaccettabili e rappresentano una minaccia concreta alla convivenza civile e alla sicurezza pubblica. Per questo motivo hanno chiesto al Questore e al Prefetto di valutare l’estensione del provvedimento di allontanamento anche ai territori di Sesto San Giovanni e Cinisello Balsamo.
I due sindaci ribadiscono che la libertà di manifestazione è un diritto fondamentale, ma non può trasformarsi in un veicolo di istigazione all’odio e alla violenza. Un messaggio che intende tenere insieme la tutela dell’ordine pubblico e il rispetto delle regole democratiche, in un contesto reso particolarmente delicato dalle tensioni internazionali e dalle loro ricadute sul piano locale.

