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Sesto, minimarket etnici ancora nel mirino del sindaco leghista

Prosegue la crociata del sindaco leghista di Sesto San Giovanni Roberto Di Stefano contro i minimarket a conduzione straniera. L’ultima iniziativa è un pattuglione serale della Polizia Locale, messo in campo ieri con l’obiettivo dichiarato di verificare il rispetto delle norme sulla vendita di alcolici.

Gli agenti hanno passato al setaccio le principali vie cittadine, da viale Marelli a piazza Trento e Trieste, fino a via Battisti e via Rovani, concentrando l’attenzione soprattutto sulle attività che negli ultimi anni sono finite nel mirino dell’amministrazione.

Il bilancio dei controlli parla di due verbali per violazioni alla normativa regionale, due per vendita di alcolici fuori orario, un verbale per mancata esposizione dei prezzi, tredici infrazioni al Codice della strada, due ordini di allontanamento e due sequestri di merce deperibile.

Per Di Stefano si tratta di un intervento necessario a garantire legalità e sicurezza, nel solco della linea del rigore che ha caratterizzato il suo mandato. La lettura dell’operazione è però anche politica. Da tempo il sindaco ha impostato la propria azione amministrativa su un contrasto sistematico ai minimarket etnici, spesso presentati come epicentro di degrado urbano. Una narrazione che divide la città e che continua a suscitare discussioni sul rischio di stigmatizzare intere comunità invece di affrontare i problemi reali con strumenti più ampi e meno ideologici.

L’amministrazione annuncia che i controlli proseguiranno senza sconti. Nel dibattito pubblico resta aperta la domanda su quale modello di convivenza e di commercio la città voglia costruire.

Redazione "La Città"

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Un commento

  • E la gente continua a lamentarsi della scarsità di piccoli negozi nei quartieri.
    E quelli che ci sono li martellano.

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