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ANPI porta sulla strada il ricordo della strage di Piazza Fontana

In occasione dell’anniversario della Strage di Piazza Fontana, il 12 dicembre nella Piazzetta del Salto in via Frova, dalle 10 alle 21, la sezione ANPI di Cinisello Balsamo esporrà un pannello di 4 metri quadrati, con le immagini di cronaca che documentano quella strage e le persone che ne furono vittime e responsabili.

Il racconto della strage che diede il via agli “anni di piombo”

Venerdì 12 dicembre 1969, ore 16.37: un potente ordigno esplode nel salone centrale della Banca Nazionale dell’Agricoltura in piazza Fontana a Milano provocando diciassette morti e circa novanta feriti. Un’altra bomba inesplosa viene trovata poco distante in una filale della Banca Commerciale in piazza della Scala, mentre nell’arco di un’ora altre tre esplosioni colpiscono Roma in diversi punti, con feriti e danni. Quella che fu chiamata “la madre di tutte le stragi” vede inizialmente accusati gli anarchici, colpevoli predestinati di un progetto eversivo: Giuseppe Pinelli, incolpato ingiustamente di essere uno degli autori della strage, precipita dalla finestra della Questura di Milano il 15 dicembre e può essere perciò considerato la diciottesima vittima, mentre Pietro Valpreda, additato come il “mostro” che aveva collocato la bomba, sarà incarcerato per più di tre anni e assolto definitivamente solo nel 1987.

I depistaggi, le collusioni di apparati istituzionali, i trasferimenti dei processi hanno fatto sì che nessuno abbia pagato con il carcere per quell’orribile massacro. La Cassazione nel 2005 ha però stabilito che la strage di piazza Fontana è riconducibile alla struttura veneta del gruppo neofascista Ordine nuovo: in particolare ha accertato il coinvolgimento del collaboratore di giustizia reo confesso Carlo Digilio e quello di Franco Freda e Giovanni Ventura (non più processabili perché assolti in via definitiva).

Con la “strategia della tensione” le forze più reazionarie e conservatrici cercarono di bloccare le spinte innovatrici e di cambiamento degli equilibri sociali proprie della stagione delle lotte sindacali e studentesche del 1968-69. Le bombe del 12 dicembre 1969 avviarono una stagione drammatica che vide altre stragi (Brescia, Italicus, stazione di Bologna), di cui furono accertate le responsabilità fasciste. La risposta popolare, democratica, pacata, ferma di Milano ai funerali delle vittime del 15 dicembre 1969 in piazza Duomo mostrò che ogni tentativo di sovvertire l’ordine democratico era destinato a fallire. Tuttavia la mancata individuazione dei colpevoli materiali di quella strage ha fatto sì che nella pubblica opinione la responsabilità di quell’evento non sia più chiaramente attribuita ai neofascisti, tanto che in un sondaggio di alcuni anni fa essa era ritenuta opera delle Brigate Rosse, che allora neppure esistevano.

È bene quindi ricordare e soprattutto ricordare correttamente, perché nel nostro Paese (e anche nel nostro Comune), la storia spesso viene stravolta o addirittura cancellata. Per questo il 12 dicembre nella Piazzetta del Salto in via Frova, dalle 10.00 alle 21.00, la nostra sezione, esporrà un pannello di 4 metri quadrati, con le immagini di cronaca che documentano quella strage e le persone che ne furono vittime e responsabili.

Redazione "La Città"

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