
Tra i banchi della media Montessori, dove i ragazzi trovano l’autonomia
di Jurij Bardini
Tra viale Fulvio Testi e l’autostrada A4 Torino-Trieste, circondata da palazzi alti fino quasi a oscurare il cielo, dove un piccolo parchetto fa capolino quasi per caso, sorge il quartiere Crocetta di Cinisello Balsamo.
Proprio al centro di quel quartiere, in via Friuli 18, c’è una scuola media (o come si dice oggi secondaria di primo grado), da quest’anno a ordinamento Montessori, unica nell’area nord di Milano, dove l’esterno è da stimolo per migliorare e migliorarsi, dove l’autonomia del ragazzo viene messa in primo piano e dove ognuno può esprimere al meglio le proprie potenzialità e passioni. Maria Montessori credeva che la libera scelta, tra proposte valide e scientificamente costruite, permettesse ai ragazzi di autodeterminarsi, di trovare un’autonomia profonda, un proprio posto nel mondo. E chi più di un adolescente si sta aprendo al mondo?
Sappiamo che l’adolescenza incarna quella fascia di età così sfuggevole e complessa, quel periodo della vita che Maria Montessori chiamava “neonato sociale” proprio per evidenziare il grande cambiamento e paragonarlo ad una nuova nascita, una rinascita nel nuovo mondo che è, appunto, quello della società. Ma come fornire gli strumenti necessari per l’ingresso in società ai “neonati sociali”?
Ce lo raccontano gli insegnanti Silvia Morlotti e Mattia Pannacci.
Cosa si intende per scuola secondaria di primo grado a metodo Montessori?
Si intende una scuola che crede fortemente nella centralità dello studente e che porta avanti i principi che Maria Montessori ha lasciato. Noi abbiamo, nel tempo, attuato delle scelte in linea con il pensiero di Maria Montessori partendo da alcuni principi quali la libera scelta, l’interdisciplinarità, la ricerca personale, i gruppi eterogenei per età, l’ambiente preparato, la realizzazione di opere significative per la comunità e il lavoro autentico. Tutte queste scelte, insieme, creano una situazione molto diversa dalla scuola a cui siamo abituati.
Quali sono le principali differenze con la scuola tradizionale?
Partendo dall’ambiente possiamo dire che nella nostra scuola non ci sono cattedre, non suona la campanella, i banchi sono a isole ed è permesso anche il lavoro negli spazi laboratoriali al di fuori dell’aula. Tutte queste scelte sono state fatte per favorire il lavoro di gruppo, il confronto, la cooperazione e per non interrompere il flusso di lavoro ed evitare di separare troppo le varie materie scolastiche. Un’altra cosa da evidenziare è che usiamo i voti numerici il meno possibile (solo sulla Scheda di Valutazione) perché pensiamo che la valutazione debba basarsi sul perché e sul come fare. Inoltre, puntiamo molto sull’autovalutazione e sul ragionamento intorno al proprio modo di stare in classe e di affrontare le consegne. Forse però la cosa che ci differenzia di più da una scuola tradizionale sono le classi eterogenee e le officine…
Quindi avete le classi eterogenee per età? Osservazioni?
Siamol’unica scuola in Italia in cui i ragazzi lavorano sempre in gruppi misti per età. Questo favorisce un’inclusione autentica e permette agli studenti di confrontarsi ogni giorno con i loro progressi di crescita individuale, favorisce l’aiuto tra pari e riduce la conflittualità. Quando un ragazzo si rende conto di poter essere un punto di riferimento per un compagno un po’ più giovane, succede spesso che il suo atteggiamento cambi in positivo, mettendo in atto un senso di responsabilità che altrimenti non sarebbe stato stimolato. Inoltre il lavoro didattico in gruppi così costruiti rifugge per definizione alla standardizzazione degli obiettivi e dei percorsi. Il gruppo è dinamico, vede ogni anno l’ingresso di ragazzi più piccoli, e porta avanti gli obiettivi educativi attraverso le relazioni che si instaurano con i ragazzi più grandi.
E i ragazzi come imparano a studiare?
Crediamo molto nel contatto tra le varie aree del sapere: ad esempio nella nostra scuola gli insegnamenti di storia, geografia e scienze si affrontano in modo profondamente interconnesso, anzi sono una materia unica che abbiamo chiamato “Accademia”. Per otto ore alla settimana gli studenti imparano costruendo dei percorsi di apprendimento personale a partire da una tematica proposta dai docenti e che ha un valore civico, oltre che la possibilità di essere sviscerata dal punto di vista sia scientifico che storico-geografico. Un esempio? Ora stiamo lavorando sulla parola Popolo. Abbiamo fatto questa scelta, perché ciò che i ragazzi vedono succedere intorno a loro deve essere argomento di dibattito, studio, approfondimento, per costruire un approccio autenticamente critico, senza fermarsi alla superficie. Quando è nata la parola popolo? Che legame c’è tra il concetto di popolo e quello di Nazione? E tra popolo e potere politico ed economico? Cosa ci dice la scienza rispetto al concetto di popolazione umana?
In altri periodi abbiamo lavorato sulle parole libertà, outsider, Terra. Parole semplici ma evocative di tematiche universali, sulle quali abbiamo proposto ai ragazzi conferenze, materiali di ricerca, domande generative. La conoscenza è costruzione, soddisfazione di curiosità personali, riflessione sull’attualità.
Invece le officine cosa sono?
Sono stati pensati due momenti nel corso dell’anno in cui la solita organizzazione didattica si interrompe e gli studenti si mescolano in nuovi gruppi di lavoro, scegliendo tra proposte laboratoriali distinte. Questi momenti sono chiamati “Officine”: workshop che affrontano temi diversi partendo però dagli stessi principi, quello del learning by doing, della cooperazione e dell’interdisciplinarità.
Sono previste uscite sul territorio, incontri e collaborazioni con esperti, momenti di restituzione alle famiglie e a tutta la comunità educante. Alla fine di questo percorso i ragazzi vivono la soddisfazione di aver realizzato qualcosa collettivamente: un prodotto reale, concreto e significativo per i compagni e agli adulti. Ad esempio abbiamo costruito uno spazio tipografico interno alla scuola, scritto e messo in scena uno spettacolo teatrale, oppure l’anno scorso abbiamo firmato un Patto di Bene Comune per l’installazione e la cura di alcuni Bug Hotels (rifugi per impollinatori che sostengono la biodiversità nella nostra città).
Cosa può imparare mio figlio nella vostra scuola?
Dal punto di vista didattico, seguiamo le Indicazioni Nazionali che valgono per tutte le scuole, quindi Linee guida e traguardi di competenza alla fine dei tre anni scolastici. Si tratta di apprendere in modo diverso, non è una questione di quantità: invece della lezione frontale qui troverete una didattica laboratoriale che privilegia la cooperazione tra pari e la possibilità di diversificare l’apprendimento, invece che compiti in classe e voti, la realizzazione di un prodotto creativo e una condivisione finale a tutta la classe e ai genitori, invece che materie spezzettate interconnessione dei saperi. Stesse cose quindi, ma fatte in maniera diversa. In più potrà acquisire anche competenze sociali e pratiche, favorite dai gruppi eterogenei, dalle officine, dal metodo e dalle diverse modalità di lavoro. Alla fine del percorso tutti i ragazzi affrontano l’Esame finale del primo ciclo come tutti i loro coetanei.
Come si connette con lo sviluppo delle competenze necessarie ai cittadini del futuro?
Privilegiando una modalità di apprendimento attivo, progettuale, esperienziale, di ricerca-azione, di cooperazione e collaborazione tra pari, ogni studente riesce a lavorare sulle competenze chiave. Lo studente non è visto come un contenitore a cui trasmettere dei contenuti, ma al contrario è attivo costruttore di conoscenza e ciò gli permette di sviluppare competenze che sicuramente gli saranno utili ad affrontare il percorso che lo attende una volta uscito dalla scuola media, adattandosi a vari contesti di apprendimento e di lavoro collaborativo.
La vostra è una scuola pubblica? Come è possibile?
Facciamo parte della Rete di Sperimentazione delle scuole a differenziazione Montessori che ormai quasi da un decennio lavora sulla costruzione di un’alternativa alla scuola tradizionale. Nel 2025 la sperimentazione ha portato un importante risultato riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione e del Merito: le scuole medie a differenziazione montessori sono da quest’anno un ordinamento statale riconosciuto, attivabile da tutte le scuole che rientrano nei criteri previsti dalla legislazione. E noi siamo molto orgogliosi di aver partecipato a questo percorso fin dalle sue origini, grazie anche al sostegno dei genitori dell’Associazione Montessori Scuola Pubblica e al supporto fondamentale di un dirigente scolastico che crede profondamente nel pensiero montessoriano e ai suoi percorsi di attuazione.
Come faccio a capire se questa è la scuola giusta per me e per i miei figli?
Sabato 29 novembre 2025 dalle 9.00 alle 13.00 potrete partecipare al nostro Openday (Via Fiuli 18, Cinisello Balsamo, II piano), ma c’è anche la possibilità di entrare nelle classi durante una normale mattinata di lavoro, per vedere direttamente l’opera quotidiana dei ragazzi e dei docenti, basta compilare questo modulo: https://forms.gle/yTQFNoHVh6SDPkVe7
Infine puoi iscriverti alle pagine social dell’Associazione Montessori Scuola Pubblica, realtà attiva composta da genitori, esperti e insegnanti che credono che una proposta didattica di qualità debba essere a disposizione di tutta la cittadinanza all’interno del servizio pubblico e lavorano con impegno per sostenere la scuole e le famiglie in questo complesso cammino. Se vuoi contribuire e rimanere informato sulle iniziative di formazione e divulgazione iscriviti all’Associazione attraverso il sito: https://montessoriscuolapubblica.com/sostienici/


