Il giornale di Cinisello Balsamo e Nord Milano

Crollano i negozi di vicinato, Cinisello e Sesto ultime in Italia

Arriva come una mazzata la ricerca di Confcommercio che svela come i comuni di Cinisello Balsamo e Sesto San Giovanni si trovino tra gli ultimi in classifica per densità di negozi di vicinato. Secondo la ricerca infatti, su 122 comuni monitorati, quelli citati presentano “valori di densità commerciale più bassi”. In Lombardia si sta delineando la spia rossa per il commercio urbano, con aree che rischiano di trasformarsi in “deserti” di attività di prossimità.

Nel caso di Cinisello Balsamo, ad esempio, l’ultimo report comunale segnala che il centro urbano conta circa 394 punti vendita di vicinato distribuiti su quasi 30.000 mq di superficie commerciale. Ma la rilevazione di Confcommercio lascia intendere che la densità – rapportata a popolazione, superficie e dinamiche urbane – è ormai tra le più basse in Italia. Questo fatto è indicativo di un doppio fenomeno: da un lato la chiusura o la stagnazione delle attività tradizionali; dall’altro la difficoltà delle politiche locali a invertire la rotta.

Le ragioni della crisi del commercio di vicinato sono molteplici. Crescente concorrenza della grande distribuzione e del commercio online, costi degli affitti e dei canoni elevati, mutamenti nei comportamenti di acquisto e nel tessuto urbano: tutti elementi che pesano sul tessuto delle botteghe, delle vetrine, del negozio sotto casa. Anche la ricerca di Confcommercio denuncia una perdita costante di insegne di abbigliamento, elettronica, alimentari nei nuclei urbani.

Nel nord Milano, l’effetto è evidente: per Sesto e Cinisello la condizione di “maglia nera” nella classifica del commercio di vicinato può essere letta come un campanello d’allarme non solo per le singole imprese ma per la qualità urbana complessiva del territorio.

A Cinisello Balsamo si registra una certa tensione politica attorno al tema del commercio di prossimità. Un comunicato di AVS Cinisello Balsamo parla di “crisi da parecchi anni” e accusa l’amministrazione di non aver fatto “nulla per salvare il commercio di prossimità” così ottenendo “una città più buia e insicura”.

Tra le cinque proposte suggerite da AVS a favore del commercio locale si parla di interventi nei quartieri, rivitalizzazione delle vie, sostegno ai negozi come presidi di sicurezza e socialità.

Dall’amministrazione comunale non emergono (almeno da fonti pubbliche recenti) annunci di radicali nuovi piani strutturali dedicati al commercio di vicinato: la critica è che si resti su buone intenzioni, senza sufficienti risorse o tempi certi.

Redazione "La Città"

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