Il giornale di Cinisello Balsamo e Nord Milano

Alzheimer, cure avanzate alle Residenze del Sole con l’intelligenza artificiale

Nelle stanze silenziose del reparto Alzheimer delle Residenze del Sole di Cinisello Balsamo, la tecnologia non è un’intrusa: è diventata una presenza discreta, empatica, quasi umana. Da qualche mese, un sistema di intelligenza artificiale chiamato Ancelia affianca gli operatori e i familiari nel difficile compito di prendersi cura di chi vive con la demenza. Non sostituisce le persone, ma le aiuta, con la precisione dei dati e la sensibilità del tempo reale, a garantire maggiore sicurezza e attenzione a ogni singolo ospite.

Ancelia è un sensore ottico intelligente installato a soffitto, in prossimità dei piedi del letto. Invisibile e silenzioso, monitora costantemente lo stato di salute del residente, rilevando movimenti, posture, eventuali cadute, o segnali che possono indicare un malessere. Funziona 24 ore su 24, sette giorni su sette, trasformando l’osservazione continua in un linguaggio di dati che aiuta gli operatori a intervenire subito, con tempestività e competenza. “L’Intelligenza Artificiale sta rivoluzionando il modo in cui supportiamo i pazienti affetti da Alzheimer”, spiegano i responsabili della struttura.

“Offre strumenti innovativi per migliorare la loro qualità di vita: dall’assistenza personalizzata alla stimolazione cognitiva, fino al monitoraggio costante. È una rivoluzione silenziosa, ma profonda, che ci permette di garantire a ospiti e famiglie il più alto livello di qualità assistenziale.” Il reparto Alzheimer delle Residenze del Sole è uno dei più avanzati della Lombardia, non solo per i protocolli di cura ma per l’attenzione all’innovazione.

L’obiettivo è duplice: migliorare la sicurezza e alleggerire il carico emotivo e operativo di chi lavora accanto ai pazienti più fragili. In questo contesto, l’IA non è un gadget tecnologico, ma un alleato quotidiano. Ancelia non osserva soltanto: impara. Analizza le abitudini, riconosce i cambiamenti, aiuta gli operatori a capire meglio i ritmi di ciascun ospite. In questo modo, l’assistenza diventa più personalizzata e predittiva: l’operatore non è costretto a “reagire” a un problema, ma può prevenirlo. Il passo successivo è già realtà. L’esperienza di Cinisello si collega idealmente a un’altra innovazione lombarda: HIRO, la “doll robotica” progettata per il supporto domiciliare. Anche in questo caso, l’intelligenza artificiale è al servizio della relazione. HIRO dialoga con le persone anziane, ricorda appuntamenti medici, suggerisce attività cognitive e può persino riconoscere i segnali di tristezza o disorientamento, avvisando i familiari o i caregiver.

Mentre Ancelia veglia nelle stanze delle Residenze del Sole, HIRO si muove nelle case, portando conforto e presenza digitale a chi vive solo. Due volti diversi della stessa trasformazione: la cura che si fa più intelligente, più capace di ascoltare, più vicina. C’è un filo sottile che unisce questi esperimenti ed è la convinzione che la tecnologia, se usata con sensibilità e responsabilità, possa diventare una forma di umanità aumentata.

Nelle parole di un’infermiera del reparto Alzheimer: “Non ci toglie il lavoro, ce lo restituisce. Ci libera dal peso del controllo continuo, ci permette di guardare di più le persone negli occhi.” Forse è proprio qui che l’intelligenza artificiale mostra il suo volto più umano e non nella potenza dei suoi algoritmi, ma nella capacità di restituire tempo, attenzione e dignità a chi ne ha più bisogno.

Redazione "La Città"

Articolo precedente

Con le Donne della Resistenza ANPI chiude l’80esimo della Liberazione

Articolo successivo

Crollano i negozi di vicinato, Cinisello e Sesto ultime in Italia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *