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Alluvione a Paderno, no del governo allo stato di emergenza: protesta il Comune

Il Comune di Paderno Dugnano esprime forte disappunto per la decisione del Consiglio dei Ministri di limitare lo stato di emergenza, deliberato il 7 novembre, ai territori delle province di Como e Monza e Brianza, lasciando fuori Milano e i Comuni della Città Metropolitana, tra cui Paderno, tra i più colpiti dall’ondata di maltempo di fine settembre.

Il provvedimento nazionale prevede uno stanziamento di 10 milioni di euro per i territori inclusi, ma non considera – secondo l’amministrazione padernese – la gravità dei danni subiti nell’area del bacino del Seveso. Le piogge eccezionali cadute tra il 22 e il 27 settembre avevano provocato esondazioni diffuse e livelli idrometrici mai registrati prima. Secondo i dati di Arpa Lombardia, alla stazione di Paderno Dugnano – Palazzolo il fiume Seveso ha raggiunto i 4,04 metri, superando anche i record del 2014.

“La nostra città è stata tra le più colpite della Città Metropolitana – spiega la sindaca Anna Varisco –. I danni alle abitazioni, alle attività e alle infrastrutture sono stati ingenti. Abbiamo inviato tempestivamente alla Regione tutte le segnalazioni necessarie per la richiesta di riconoscimento della calamità naturale. Scopriamo oggi con sorpresa e disappunto che il decreto non include il nostro territorio. È una decisione che non rispecchia la realtà dei fatti, certificata dai dati tecnici e dall’entità dei danni subiti”.

La sindaca aggiunge che l’amministrazione chiederà subito chiarimenti e il riesame del provvedimento “affinché anche i nostri cittadini possano accedere alle misure di ristoro”.

Il Comune intende inoltre coordinarsi con gli altri enti del bacino del Seveso esclusi dal decreto per chiedere al Governo di estendere lo stato di emergenza anche ai territori effettivamente colpiti.

“Paderno Dugnano non chiede privilegi – conclude Varisco – ma il giusto riconoscimento di una situazione che ha messo in ginocchio famiglie e imprese. Continueremo a lavorare per la sicurezza idraulica, ma servono risposte e sostegno da parte delle istituzioni nazionali”.

Redazione "La Città"

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