
Quando al Niguarda si faceva la Resistenza
Un racconto di resistenza e di lotta per la libertà in una Milano lontana nel tempo ma vicina nello spazio: quella dell’Ospedale Niguarda, che sotto i bombardamenti della Seconda guerra mondiale, fu al centro di una rete clandestina di medici, infermieri e suore, che insieme salvarono decine di persone. Se ne parla venerdì prossimo, 7 novembre, al Salone della Cooperazione “Giacomo Matteotti” di Cinisello Balsamo con la presentazione del libro e del film “Malati di libertà”.
Le vicende sono quelle dei prigionieri politici e antifascisti che, tra il 1943 e il 1945, dopo la distruzione dell’infermeria di San Vittore, furono portati al Niguarda, al Padiglione Ponti, da cui riuscirono a scappare. Non da soli, naturalmente. Ci vollero referti falsi, travestimenti, la collaborazione di una rete clandestina che fece evadere partigiani, ebrei e antifascisti.
Storie ed esempi di uomini e di donne – come Lelia Minghini, Maria Peron e i Gruppi di Difesa della Donna – riportate alla luce dal volume “Malati di libertà”, scritto da Daniele Pascucci, Riccardo Degregorio, Alessandro Schiavoni, Carlo Celentano, uscito quest’anno per i tipi di Mimesis edizioni.
Venerdì prossimo, alle 20.45, presso il Salone della Cooperazione “Giacomo Matteotti” di Cinisello Balsamo (via I Maggio 5), gli autori ne parlano insieme al giornalista Fabio Brioschi. Seguirà la proiezione dell’omonimo documentario.
L’iniziativa è realizzata da UniAbita in collaborazione con ANPI Cinisello Balsamo. “Queste storie ci ricordano che la libertà non è mai scontata e che la solidarietà può nascere anche nei momenti più bui,” commenta Letizia Villa, vicepresidente di UniAbita. “Raccontarle oggi significa dare continuità a quei valori di umanità e partecipazione che sono ancora necessari alle nostre comunità.”
L’ingresso è libero e gratuito.


