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Entangled, la giunta ora corregge il tiro sulla scuola Anna Frank

Dopo settimane di polemiche e accuse di scarsa trasparenza, il comune di Cinisello Balsamo rivede il progetto di riqualificazione dell’Istituto Anna Frank, parte del programma Entangled finanziato dalla Regione Lombardia con oltre 20 milioni di euro.

Con una delibera approvata in questi giorni, la Giunta ha annunciato “significative modifiche” al piano originario, che sembrano accogliere molte delle richieste avanzate nei mesi scorsi dal Comitato genitori e dalla Direzione didattica della scuola.

Il nuovo progetto punta a valorizzare il Metodo Montessori, storicamente presente nell’istituto, riunendo in un unico edificio l’intero percorso scolastico – dall’infanzia alla secondaria – e prevedendo spazi aggiuntivi per la scuola dell’infanzia al piano terra. Verranno inoltre recuperati ambienti inutilizzati al piano interrato e ampliati quelli al terzo piano.

Il sindaco Giacomo Ghilardi ha parlato di “scelta condivisa”, ringraziando il professor Leo e la Direzione per la collaborazione: “La nostra volontà è sempre stata quella di dialogare”, ha dichiarato. Parole che suonano come una presa d’atto tardiva: solo dopo le proteste pubbliche e le prese di posizione del comitato dei genitori – che denunciavano un progetto calato dall’alto, senza confronto – il comune sembra aver corretto la rotta.

Oltre all’adeguamento sismico e all’efficientamento energetico dell’edificio, l’Amministrazione ha annunciato anche l’estensione degli interventi alla palestra, con una richiesta di contributo da 850mila euro al “Conto Termico”. L’investimento complessivo sale così a 7 milioni di euro, inseriti nel programma triennale delle opere pubbliche 2026-2028.

Resta tuttavia la sensazione che il cambio di passo arrivi più per necessità che per convinzione. Dopo mesi in cui la giunta ha difeso il progetto Entangled come intoccabile, l’apertura al metodo Montessori e alla partecipazione appare come un tentativo di ricucire lo strappo con la comunità scolastica. Un segnale positivo, certo, ma anche la prova che – quando si ascolta davvero la città – i progetti possono migliorare.

Redazione "La Città"

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