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Su Sesto cala il coprifuoco del sindaco. Dalle 20 chiusi i minimarket

Il sindaco di Sesto San Giovanni ha firmato una nuova ordinanza che impone la chiusura dei minimarket dalle 20 alle 7 del mattino in tutta la città. L’obiettivo dichiarato è quello di “rafforzare sicurezza e ordine pubblico» e contrastare «bivacchi, degrado e fenomeni di illegalità diffusa”. Una misura che si aggiunge a quelle già adottate negli ultimi anni: pattuglioni serali, divieto di consumo di alcol su suolo pubblico, controlli nelle case popolari, DASPO, lotta allo spaccio, videosorveglianza potenziata e un organico più ampio della Polizia Locale.

Tuttavia, a Sesto la percezione di insicurezza resta elevata, e anzi molti residenti segnalano un peggioramento delle condizioni in diversi quartieri. Dalle aree intorno alla stazione ai cortili delle case Aler, la cronaca continua a restituire episodi di spaccio, risse e degrado urbano che le ordinanze e i divieti non sembrano aver arginato.

Il nuovo provvedimento sui minimarket rischia così di apparire come l’ennesima risposta emergenziale, più simbolica che risolutiva. Colpendo in modo indistinto le attività commerciali di prossimità — spesso gestite da piccoli imprenditori — si punta ancora una volta sulla chiusura e sulla limitazione, più che sulla prevenzione e sulla presenza attiva nei quartieri.

L’amministrazione rivendica l’impegno sul fronte sicurezza e promette nuovi controlli coordinati con Prefettura e Forze dell’Ordine. Ma resta il dubbio che, dietro la retorica del “decoro”, si nasconda l’assenza di una strategia capace di affrontare le cause profonde dell’insicurezza: marginalità, povertà, mancanza di presidi sociali e di spazi di comunità.

Per ora, l’unica certezza è che dalle 20 in poi, a Sesto, i minimarket abbasseranno le serrande. Il resto, purtroppo, continuerà a restare aperto.

Redazione "La Città"

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