
Allende, discussione fiume e voto rinviato al 30 ottobre (di prima mattina)
La lunga seduta del Consiglio comunale di Cinisello Balsamo si è conclusa a tarda notte senza il risultato che la maggioranza di destra si era prefissata: il voto per cambiare l’intitolazione del Palazzetto dello Sport Salvador Allende è stato rimandato al 30 ottobre. Dopo ore di discussione e tensione, l’opposizione guidata dal Partito Democratico è riuscita a rallentare la manovra, costringendo la maggioranza a rinviare la decisione.
“Le tesi della destra sono state smontate una per una”. Il sindaco – si legge in una nota del PD – “ha scelto il silenzio: un silenzio che è complicità”. Parole che raccontano il clima teso di una seduta segnata da interventi accesi e momenti di confronto serrato.
Al centro del dibattito, la volontà della maggioranza di rimuovere il nome di Salvador Allende, presidente cileno simbolo della democrazia e della lotta contro la dittatura, dal principale impianto sportivo cittadino. Una proposta che ha sollevato un’ondata di proteste da parte delle forze di centrosinistra, delle associazioni e di numerosi cittadini che ieri sera hanno seguito i lavori del Consiglio e manifestato la loro contrarietà.
“Grazie ai cittadini, alle associazioni e alle forze del centrosinistra presenti: la città ha fatto capire che la memoria democratica non si tocca”, scrive ancora il PD, che annuncia battaglia anche per la prossima seduta, convocata per giovedì 30 ottobre alle 9 del mattino, un orario che – sottolineano i dem – “è stato scelto per ridurre la partecipazione e passare di nascosto”.
La vicenda, ormai diventata simbolica, va oltre la semplice intitolazione: a Cinisello si confrontano due visioni della città e della sua storia. Da una parte, chi chiede di “rinnovare” la toponomastica in chiave diversa; dall’altra, chi difende la memoria di figure che hanno rappresentato valori democratici e antifascisti.
Il rinvio del voto è dunque solo una tregua temporanea. Ma la battaglia per il nome del Palazzetto Salvador Allende – e per ciò che rappresenta – è destinata a riaccendersi presto, dentro e fuori l’aula consiliare.


