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“Giro sempre a piedi, incontrare i cittadini una priorità”

Carla Pessina è sindaca di Cusano Milanino da poco più di un anno, quando nel giugno del 2024, sostenuta da una coalizione di centrosinistra, riuscì a strappare la cittadina alla destra. L’incredulità che ha accompagnato le prime settimane della nuova amministrazione è ormai un ricordo e ora la sindaca, di professione medico anestesista e rianimatore con diverse missioni umanitarie in teatri di guerra alle spalle, sembra a suo agio nei panni dell’amministratore locale. Con un occhio sempre puntato alle persone, i loro bisogni, i loro problemi.

Come racconterebbe questo primo anno di lavoro in comune?
Il primo anno è stato spero per la conoscenza delle necessità della città. Ho cercato di capire i meccanismi di tipo burocratico amministrativo che hanno tempistiche impegnative e lunghe rispetto a quanto un semplice cittadino  possa immaginare. Faccio un esempio, ci sono una serie di lavori della giunta precedente portati a termine solo ora e concepiti anni fa. Cosa non facile da spiegare ai cittadini che si aspettano in un cambio di giunta un cambio repentino di ogni cosa. Se pianifichiamo progetti adesso li vedremo sorgere tra qualche anno.

Cosa state pianificando?
Nella nostra giunta insieme con gli uffici abbiamo lavorato tanto per predisporre una mappatura delle esigenze del comune e istituire nuovi metodi di valutazione che ci permetterà di decidere di dare priorità precise ai lavori da eseguire. Siamo tuttavia ad un passaggio critico, in cui sembra vi sia immobilismo e i tempi, per chi si aspetta una risposta immediata, sembrano infinti.

Quali sono le priorità che avete individuato?
Abbiamo il dovere di partire dalle condizioni in cui versano degli edifici pubblici del comune, le scuole prima di tutto. Fino ad ora è stata ristrutturata solo l’istituto Enrico Fermi però le altre scuole soffrono e quando per molti anni ci si dimentica di queste cose la risoluzione diventa più complessa. C’è da sistemare la biblioteca, il palazzo comunale, molte strade e marciapiedi, le nuove ciclabili del Milanino. E poi, cosa non secondaria, abbiamo una grossa emergenza abitativa, esiste una quantità enorme di fragilità che abbiamo incontrato, che vive nel sommerso e spesso in famiglie insospettabili.

Un grande lavoro, complesso e delicato al tempo stesso…
La cittadinanza ha diverse aspettative. Noi cerchiamo di fare il nostro meglio consapevoli dei limiti che un comune medio piccolo vive nelle quotidianità. Personalmente cerco di raccogliere tutti i giorni il parere dei cittadini, giro a piedi, è importante essere visibile e vedere cosa succede nel mio paese. Farmi un’idea di necessità e segnalazioni, ci sono momenti di grande amarezza perché le critiche anche pesanti, scortesi e aggressive non mancano.

Che genere di comune vorrebbe diventasse la sua Cusano?
Vorrei ci fosse più vicinanza tra comune e cittadini, recuperare la condivisione, il reciproco sostegno: un risultato di carattere relazionale ed emozionale. Molti mi parlano di episodi di personali, sapendo che sono anche un medico, sia in municipio che per strada le persone mi raccontano le loro storie, a volte chiedono consigli terapeutici, mi chiedono suggerimenti nelle situazioni di disagio personale e famigliare che vivono. E’ un bisogno frutto di una ridotta attenzione che nel tempo si è dato alle persone. Dobbiamo recuperare prima di tutto questi rapporti. E sono fiduciosa.

Redazione "La Città"

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