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L’Arcivescovo Delpini a Cinisello in preghiera con i giovani

di Andrea Ciaramella

L’invito del nostro Arcivescovo Mario Delpini, di pregare per la pace tocca tutta la diocesi ambrosiana, e in particolare nella nostra zona pastorale, la parrocchia di Sant’Ambrogio, a Cinisello Balsamo. Questa mattina infatti alle prime luci dell’alba, tutte le città della zona pastorale VII di Milano, con una loro rappresentanza, si sono ritrovate a celebrare la messa, con una folta presenza di giovani, le autorità locali e una chiesa gremita di fedeli, nonostante l’inconsueto orario.

Delpini ringrazia fin da subito dell’accoglienza e della partecipazione l’arcivescovo, poi durante l’omelia l’esortazione che svela il senso ultimo di questo momento condiviso. Parte dal nostro vissuto storico e da quanto attualmente accade, con espliciti riferimenti alle guerre in Medio Oriente, in Africa, in Congo, nell’America latina, in Ucraina.

“Educarsi alla pace è una responsabilità”, afferma più volte mons. Delpini: decontestualizza poi questa riflessione, non solo nell’ambito internazionale, ma guarda concretamente alla nostra realtà, al nostro piccolo. Invoca cura e attenzione del bene comune, rispetto delle differenti ideologie politiche, rivolgendosi alle amministrazioni locali; poi, a ognuno, chiede di portare l’invito della pace concretamente.

“Per essere davvero cristiani non bastano le parole, serve essere costruttori, dispensatori di pace, nei luoghi di lavoro, nelle relazioni, negli ambienti scolastici, nella nostra quotidianità”: non esclude nessuno insomma l’arcivescovo, ognuno infatti è chiamato alla cooperazione di questo “grande obiettivo di Dio”, come sottolinea.

Per lunghissimi minuti, parla con il suo modo sobrio e misurato, qualcuno sorride e annuisce mentre espone il suo pensiero: “la pace non è una meta, ma un cammino continuo”, conclude. Un cammino che mai come in questi mesi ci ha visti faticare e arrancare, che mai come oggi, agli occhi di tanti sembra ancora lungo e in salita. Tuttavia, l’arcivescovo lascia una speranza, una possibilità: educarsi. Ritorna qui alla fine la sua omelia, da dove era partita.

Chiede di educarsi all’ascolto, alla comprensione, alla tutela e al sostegno dei più fragili, ognuno con le sue possibilità, ognuno chiamato a quel senso di giustizia e di libertà, e a pensarci, ne abbiamo urgentemente e disperatamente bisogno, in un mondo dove la stampa è minacciata – afferma -, in un mondo dove l’amore non è libero, ma inteso come possesso, dove non si rispettano confini, dove non vi è accoglienza e tolleranza, dove manca la nostra umanità; in un mondo così ferito il nostro arcivescovo invita tutti a essere un segno di luce e una speranza di rinascita.

Al termine, il ringraziamento da parte della comunità tutta da don Federico Bareggi, decano di Cinisello Balsamo e i saluti con l’amministrazione: non manca qualche momento conviviale con i giovani, con il quale si intrattiene, scherza, abbraccia a fine celebrazione e con i presenti, per poi ognuno fare tesoro di quanto vissuto e tornare alla propria vita, consapevoli di una nuova, grande responsabilità.

Redazione "La Città"

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