
Palasport, Anche ANPI in trincea : “Così si cancella la memoria di Allende”
“Uno dei modi per cancellare la memoria è rimuoverne i simboli.” Con queste parole la sezione ANPI di Cinisello Balsamo interviene nel dibattito nato attorno alla proposta di intitolare il Palazzetto dello Sport a Giorgio Armani, sostituendo l’attuale dedica al presidente cileno Salvador Allende, vittima del golpe militare dell’11 settembre 1973.
L’associazione dei partigiani definisce la proposta, che sarà discussa e messa ai voti nel prossimo consiglio comunale di lunedì 20 ottobre, “ingiustificata” e invita l’Amministrazione comunale a non cancellare un segno che, da oltre cinquant’anni, ricorda un momento di impegno civile e solidarietà internazionale per la città.
La dedica ad Allende risale al 12 novembre 1973, appena due mesi dopo il colpo di Stato che portò al potere il generale Augusto Pinochet, instaurando in Cile una dittatura sanguinosa. Quel giorno, racconta l’ANPI, il Palazzetto fu inaugurato con un concerto straordinario dell’Orchestra della Scala diretta da Claudio Abbado, con il pianista Maurizio Pollini. Entrambi, in seguito, tornarono più volte a Cinisello, legando i loro nomi alla città.
Il golpe cileno, che costò la vita a migliaia di persone e fece sparire circa 40 mila oppositori, suscitò allora una profonda reazione in Italia: “Il popolo italiano seguì con partecipazione e solidarietà le sofferenze del Cile – ricorda l’associazione – e la nostra Ambasciata a Santiago accolse centinaia di rifugiati”. Anche Cinisello fu protagonista di quella stagione di accoglienza: il Centro Culturale Jacopo Lombardini diede ospitalità ad alcuni esuli cileni, e negli anni successivi la città ospitò concerti, murales e iniziative legate al Cile, tra cui le opere della Brigada muralista, una delle quali è ancora visibile sulla facciata del Municipio in via XXV Aprile.
“Quella targa – sottolinea l’ANPI – non è solo un omaggio a un leader democratico, ma rappresenta il simbolo del profondo legame di amicizia che unì la nostra città al popolo cileno.”
Il comunicato cita anche lo scrittore Luis Sepúlveda, che ammoniva: “Un popolo senza memoria è un popolo senza futuro.” Una riflessione che, secondo l’associazione, vale anche per l’Italia e per le scelte recenti dell’amministrazione locale.
L’ANPI critica infatti un altro episodio: nel 2022, il Comune decise di dedicare “alle vittime della deportazione e delle persecuzioni nazi-fasciste” un breve tratto di strada chiuso alla periferia sud della città, “un parcheggio anonimo, lontano dagli sguardi di tutti”. La sezione chiese allora un incontro per proporre un luogo più degno e visibile, ma – si legge nella nota – “non arrivò alcuna risposta”.
“Si rischia così di relegare la memoria in un angolo – conclude l’ANPI – e di esporre la cittadinanza al pericolo dell’oblio. Perdere la memoria significa perdere l’identità, e con essa i valori che fondano la nostra democrazia.”


