
Sesto, via libera dal Prefetto a nuovi controlli ma la città resta in allarme
Sesto San Giovanni torna al centro dell’attenzione per l’emergenza sicurezza. Dopo settimane segnate da episodi di violenza, spaccio e degrado diffuso, il sindaco Roberto Di Stefano annuncia “nuove misure operative” decise questa mattina nel Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica convocato in Prefettura. All’incontro hanno partecipato il Prefetto Claudio Sgaraglia, il Questore Bruno Megale, i vertici delle forze dell’ordine e l’assessore comunale alla Sicurezza, Luca Nisco.
Il vertice ha dato il via a una serie di interventi straordinari: controlli rafforzati sul territorio, operazioni “ad alto impatto” con l’impiego delle unità cinofile della Guardia di Finanza e verifiche mirate dell’Ufficio Immigrazione nelle abitazioni delle zone considerate più critiche. Previsto anche il potenziamento dell’organico della Polizia di Stato con l’arrivo di un nuovo dirigente per il Commissariato cittadino e un confronto più diretto con i comitati di quartiere.
Parallelamente, entrerà in vigore la prossima settimana un’ordinanza comunale che imporrà la chiusura dei minimarket alle 20, nel tentativo di frenare il degrado e i bivacchi serali che da tempo alimentano il senso di insicurezza in diversi quartieri.
“Non siamo più di fronte a semplici problemi di sicurezza urbana, ma a fenomeni complessi che richiedono risposte forti e coordinate”, ha dichiarato il sindaco, parlando di “fermezza e continuità” come chiavi dell’azione amministrativa.
Tuttavia, dietro la determinazione istituzionale resta la sensazione di una città in difficoltà. Le cronache recenti raccontano di spaccio diffuso nelle aree del Rondò e del quartiere Torretta, risse notturne, episodi di microcriminalità e un disagio sociale crescente. Le misure annunciate dal Prefetto e dal Comune appaiono come una risposta necessaria, ma tardiva: la percezione di insicurezza tra i cittadini resta alta, e il tessuto urbano mostra ferite profonde che non si sanano con un’ordinanza o qualche pattuglia in più.
La sfida per Sesto non è solo “rafforzare i controlli”, ma – come chiedono comitati, associazioni e alcuni partiti – ricostruire una fiducia collettiva, un presidio civile e comunitario che negli ultimi anni sembra essersi sgretolato. La legalità, da sola, non basta: serve una città che torni a vivere i propri spazi, che ritrovi coesione e che smetta di arrendersi al degrado come fosse una condizione inevitabile.

