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Jet e aero-taxi a Bresso. La vicenda atterra in consiglio regionale

La vicenda del probabile aumento di voli privati, previsto dal piano di Enac sullo scalo di Bresso, plana sul Pirellone. Il consigliere regionale di Alleanza Verdi Sinistra Onorio Rosati ha presentato un’interrogazione in Regione: “I cittadini segnalano decolli fuori orario e aerei troppo bassi. Ma ciò che preoccupa di più è il progetto Enac che trasforma lo scalo in nodo del trasporto aereo urbano”.

L’iniziativa nasce dalle segnalazioni di numerosi cittadini che abitano nei quartieri adiacenti alla pista, tra Bresso, Cusano Milanino, Cinisello Balsamo e Niguarda. In molti lamentano un aumento dei voli e il mancato rispetto degli orari di esercizio (9-18), con aerei che sorvolano la zona anche al di fuori delle fasce consentite e a quote inferiori al normale.

“I residenti sono preoccupati per la loro sicurezza e per l’inquinamento acustico e atmosferico derivante dal traffico aereo – spiega Rosati –. A questi fattori si aggiunge un quadro ambientale già critico, con livelli di polveri sottili tra i più alti dell’area metropolitana milanese”.

A condividere la denuncia è anche Gaetano Petronio, portavoce di AVS a Cinisello Balsamo: “Secondo il Rapporto Ispra sulla qualità dell’aria 2025, Cinisello ha superato il limite annuale di biossido d’azoto, un inquinante prodotto anche dai motori degli aerei. Chiediamo più trasparenza: Enac non comunica il numero dei voli che attraversano i nostri cieli e, anzi, progetta di aumentarli collegando Bresso con Roma Urbe e Venezia Lido. È inaccettabile che l’ente giochi il doppio ruolo di controllore e gestore senza consultare le comunità locali”.

A far crescere la tensione è infatti il piano Enac sulla “Regional Air Mobility”, che punta a collegare con velivoli di piccole dimensioni diversi scali urbani e minori in tutta Italia. Tra questi compare anche Bresso, accanto a Roma Urbe e Venezia Lido.

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera il 14 settembre scorso, il progetto prevede collegamenti con mete come Isola d’Elba, Arezzo e Perugia, con aerei da 9 a 19 posti e tempi di viaggio ridotti di due terzi rispetto all’auto. “È un primo passo verso una rete nazionale capillare a corto raggio – aveva dichiarato il presidente dell’Enac – e verso una nuova connettività orizzontale tra Tirreno e Adriatico”.

Nel Piano nazionale aeroporti 2022, Enac delinea inoltre lo sviluppo della mobilità aerea fino al 2035, con la creazione di “vertiporti” per taxi volanti ed eVtol, aeromobili elettrici a decollo e atterraggio verticale. Tra le infrastrutture indicate figurano sei scali per voli privati, tra cui anche Milano-Bresso, destinato a diventare uno dei tre snodi principali del sistema insieme a Roma Urbe e Venezia Lido.

Rosati ricorda che su Bresso esiste già un protocollo d’intesa del 2007, firmato da Enac, Regione Lombardia, Provincia di Milano, i Comuni interessati, il Parco Nord e l’Agenzia del Demanio, che fissava limiti e condizioni di utilizzo dell’aeroporto, prevedendo anche la cessione di parte delle aree al Parco Nord e stimando un traffico massimo di 25mila passaggi l’anno.

“Siamo di fronte a un cambio di strategia di notevole portata – conclude Rosati – che chiama in causa anche le competenze della Regione. Per questo ho chiesto al presidente Fontana di chiarire la posizione della Giunta e di verificare se il protocollo del 2007 sia ancora valido o se siano in corso trattative per aggiornarlo”.

Nell’interrogazione, il consigliere AVS chiede inoltre di sapere se la Regione fosse a conoscenza del piano Enac del 2022, se siano stati effettuati studi sull’impatto ambientale e acustico del traffico aereo, e quale ente – oltre a Enac – sia incaricato di vigilare sul rispetto delle norme di sicurezza e dei limiti di volo. Per ora, i cieli di Bresso restano affollati di domande.

Redazione "La Città"

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