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Degrado e spaccio, monta la protesta dei residenti del Rondò di Sesto

Un corteo composto da circa 500 cittadini ha animato le vie del quartiere Rondò Torretta venerdì scorso. La manifestazione, indetta dal Comitato Riprendiamoci Piazza Trento e Trieste, si apriva con uno striscione eloquente che recitava lo slogan, “basta insicurezza e degrado”. I residenti di quel quartiere hanno tutti i motivi per averne le scatole piene. Difatti, quello che un tempo era considerato il salotto buono sestese, oggi è diventato un luogo di delinquenza, degrado e spaccio alla luce del sole.

Per non parlare dei vetri delle bottiglie rotte abbandonati al suolo e i cani molossi lasciati liberi di scorrazzare senza guinzaglio. E non si contano più ormai gli episodi di violenza narrati dalla cronaca locale. In ordine cronologico, uno degli ultimi eventi segnalati è stata la distruzione delle vetrine della paninoteca Bass e del ristorante giapponese Fuji.

I residenti si sono ritrovati spontaneamente in presidio tra i due locali per offrire loro la propria solidarietà. Nessun politico della maggioranza di destra che amministra la città si è invece presentato.

Il sindaco Di Stefano e la sua giunta in questi ultimi anni hanno risposto al degrado di piazza Trento e Trieste togliendo tutte le panchine. ”Pensavano che levando le sedute i balordi si sarebbero rivolti altrove, invece hanno indirettamente invitato i residenti a stare a casa propria”, afferma un residente, che fa notare come la camionetta dell’esercito sia quasi sempre parcheggiata sotto al municipio, mai in Trento e Trieste.

Le pattuglie delle forze dell’ordine – secondo un’altra testimonianza –  invece arrivano sempre, ma al bisogno, cioè solo dopo una segnalazione. Per ultimo, dopo aver abbattuto tutti gli alberi, nel cuore della piazza stanno costruendo una fontana.

Nel frattempo molte delle storiche botteghe hanno chiuso e i negozi sono stati convertiti in appartamenti. “Il tessuto sociale è sfaldato e la politica locale incapace di fornire risposte. Per questo il corteo ha visto una così calda e numerosa adesione”, dicono i residenti.

Per evitare ogni tipo di strumentalizzazione, gli organizzatori hanno chiesto di partecipare senza bandiere di partito. E così è stato. I cittadini hanno camminato lungo un percorso circolare tra le vie del quartiere, partendo da Piazza Martiri di via Fani e chiudendo di nuovo lì. Hanno invocato rispetto dai governanti della città, sostenendo che sia terminato il tempo della propaganda: occorrono risposte concrete ai bisogni di sicurezza dei cittadini.

Redazione "La Città"

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