
Nella “piccola” Cormano un grande corteo per Gaza
Ieri pomeriggio, domenica, le vie di Cormano si sono animate da un corteo organizzato da ANPI in sostegno di Gaza e della Global Sumud Flotilla. Nonostante Cormano sia una cittadina relativamente piccola alle porte di Milano, la mobilitazione ha fatto registrare una partecipazione sorprendente per numeri e intensità: decine di persone hanno sfilato con bandiere, striscioni e slogan, chiedendo solidarietà per il popolo palestinese e la rottura del blocco imposto su Gaza.
Il ritrovo è avvenuto in piazza Scurati, da dove è partito il corteo che ha attraversato le principali arterie cittadine, con tappe simboliche davanti a luoghi pubblici e edifici istituzionali. Tra i manifestanti si sono registrate presenze di famiglie, studenti, anziani, attivisti locali e rappresentanti associativi, tutti uniti da un sentimento comune di denuncia e solidarietà. Molti portavano cartelli con frasi come “Stop al genocidio a Gaza”, “Aprite i corridoi umanitari”, “Sumud, resistenza pacifica”.
Durante il percorso, alcuni interventi hanno richiamato l’attenzione sulla missione della Global Sumud Flotilla, con cenni al suo impegno per interrompere il blocco nazionale su Gaza e consegnare aiuti umanitari. È stato ricordato che la flottiglia — composta da decine di imbarcazioni provenienti da più paesi — cerca di sfidare il blocco navale israeliano per portare viveri, medicinali e supporto alla popolazione della Striscia.
Molti manifestanti hanno parlato della necessità di rompere l’indifferenza e di far sentire che anche piccole comunità possono partecipare a una mobilitazione globale. Alcuni, durante il corteo, hanno commentato che non si sarebbero aspettati tanta adesione in un comune più piccolo, ma che vedere tanto supporto “dal basso” ha dato un segno forte di vicinanza e responsabilità condivisa.
La conclusione della marcia si è svolta con interventi degli esponenti locali di ANPI locale per ragionare su pace, diritti umani e impegno civile. Si sono ricordate le sofferenze della popolazione palestinese, le difficoltà della missione marittima della flottiglia e la necessità che le istituzioni nazionali e internazionali si impegnino a garantire protezione ai partecipanti e corridoi umanitari reali.


