
Basket femminile, la gloriosa GEAS senza casa. Seconda stagione a Cinisello
di Andrea Maffezzoli
Articolo tratto dall’edizione di settembre del periodico Nuovasesto
Le ragazze del GEAS Basket inizieranno un nuovo campionato in A1 ma ancora lontano da Sesto San Giovanni. Per il secondo anno di fila, infatti, saranno costrette a giocare a Cinisello Balsamo, perché nella loro città non c’è un palazzetto disponibile ad accoglierle. Una ferita che si riapre ogni volta che la palla a due segna l’inizio di una stagione: la squadra simbolo del basket femminile italiano non può giocare “in casa”.
Il GEAS non è una società qualunque. È un nome che pesa nella storia dello sport italiano: 8 scudetti, una Coppa dei Campioni, una tradizione di campionesse cresciute dentro e fuori dal parquet. Una realtà che continua a investire sulle ragazze, a portare alto il nome della città, ma che continua a vivere una situazione paradossale: pur essendo il fiore all’occhiello dello sport sestese, deve emigrare per poter disputare le proprie gare. E non si tratta di un caso isolato.
Il GEAS è certamente la realtà più penalizzata dalla mancanza di un impianto idoneo, ma non è l’unica. Anche altre società sestesi che militano in categorie di vertice si trovano spesso impossibilitate a giocare a Sesto, perché mancano strutture capaci di garantire gli spazi adeguati per accogliere il pubblico e rispettare gli standard richiesti per le competizioni di alto livello. Il confronto diventa ancora più amaro se si guarda oltre i confini cittadini: ieri l’Italia del volley ha conquistato il Mondiale, dimostrando che lo sport femminile e giovanile, se valorizzato, porta risultati e orgoglio nazionale. In tutta Italia si esaltano i trionfi delle azzurre, mentre a Sesto una delle società più gloriose d’Italia deve arrangiarsi, come se fosse un problema secondario.
La mancanza di impianti adeguati, sommata a una gestione che sembra privilegiare alcune realtà a scapito di altre, non è solo una questione logistica: è una scelta politica e culturale. Dare pari dignità alle eccellenze sportive significa investire sul futuro, sulla crescita dei giovani e sull’identità della città. Il basket femminile merita rispetto. Lo meritano le atlete, lo meritano le famiglie che le sostengono, lo meritano i tifosi che da anni colorano le tribune. E lo merita soprattutto una comunità che ha il diritto di vedere valorizzate tutte le sue eccellenze sportive, senza distinzioni.


