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“Entangled”, genitori e docenti della scuola Frank: “Progetto calato dall’alto”

Da progetto pilota per la rigenerazione urbana a “occasione tradita”. È questo il giudizio del Comitato Genitori Montessori dell’Istituto Comprensivo Anna Frank (oggi Balilla Paganelli) di Cinisello Balsamo sul progetto Entangled, iniziativa promossa dal Comune per riqualificare il quartiere Crocetta e la scuola pubblica Montessori – la prima in Italia ad offrire l’intero percorso educativo dalla scuola dell’infanzia alla secondaria di primo grado.

La Commissione scolastica “Entangled”, composta da genitori, docenti e personale ATA, accusa l’Amministrazione di aver trasformato un processo che avrebbe dovuto essere partecipativo in una gestione “opaca e unilaterale”. “Il futuro della scuola pubblica non si costruisce senza ascolto – spiegano –. La co-progettazione è rimasta sulla carta”.

Secondo il Comitato, il “tavolo Entangled”, istituito nel gennaio 2024 per garantire il coinvolgimento della comunità scolastica, dopo una prima fase di sopralluoghi e incontri si sarebbe interrotto per oltre un anno. “Da giugno 2024 nessun aggiornamento, fino a fine giugno 2025 quando ci hanno presentato il progetto già definito nei dettagli, senza possibilità di incidere”, raccontano i genitori.

Tra le richieste avanzate e non accolte: il recupero dell’atelier di pittura libera al terzo piano ispirato ad Arno Stern, l’inclusione della scuola dell’infanzia nel nuovo edificio e la tutela delle esigenze specifiche della didattica montessoriana. Tutte istanze bollate come “polemiche”.

Un punto critico riguarda la collocazione della segreteria scolastica. Per mesi si è parlato solo della sistemazione temporanea durante i lavori, ma nel verbale di un incontro del 25 giugno (arrivato l’11 luglio) compare l’ipotesi di uno spostamento definitivo degli uffici amministrativi nel plesso di via Sardegna. Una scelta che, secondo il Comitato, comporterebbe perdita di spazi didattici per laboratori e alfabetizzazione, barriere architettoniche non superate e l’assenza di ambienti adeguati per riunioni riservate.

“Una soluzione alternativa c’era – sottolineano –: utilizzare l’edificio dell’attuale nido Girasole, ipotesi prevista dal progetto iniziale e accettata fin dall’inizio”.

Il Comitato respinge l’idea che il metodo Montessori sia una “bandiera” di pochi: “È un ordinamento dello Stato inserito nella scuola pubblica. Sminuire queste istanze significa svalutare il lavoro quotidiano di insegnanti, famiglie e personale che da oltre dieci anni portano avanti questa esperienza educativa”.

In un quartiere come Crocetta, aggiungono i genitori, il modello Montessori è un presidio di integrazione e continuità educativa – un percorso che accompagna bambini e famiglie dalla scuola dell’infanzia alla secondaria, in un’età (quella dell’adolescenza) sempre più esposta al rischio di dispersione scolastica.

“Il Comune dovrebbe essere orgoglioso di avere una scuola pubblica con queste caratteristiche, un modello unico al servizio del territorio – conclude il Comitato Genitori Montessori – e sostenerla il più possibile valorizzando tutta la comunità scolastica che ci crede e ci lavora tutti i giorni»”

Al momento, dall’Amministrazione non sono arrivate risposte ufficiali alle nuove critiche, ma il caso “Entangled” è destinato a far discutere ancora a lungo nella città e nel quartiere.

Redazione "La Città"

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