Il giornale di Cinisello Balsamo e Nord Milano

Seveso, il sindaco di Bresso: “La vasca non ha funzionato”

L’esondazione del fiume Seveso di ieri ha avuto conseguenze gravi ancora visibili a cominciare dal quartiere milanese Niguarda ma anche a Bresso. Traffico in tilt, ponti chiusi e allagamenti anche a Cormano, Cusano e Paderno, scuole chiuse. Non è bastata l’apertura della vasca di contenimento di Bresso ad evitare il peggio. Il sindaco della cittadina, Simone Cairo, in diretta sui social ieri evidenziava il mal funzionamento della stessa vasca, voluta dal comune di Milano e aperta nel 2023, che nel frattempo ha impedito altre inondazioni a Niguarda.

Cairo pubblicava alcune foto dello scolmatore, sottolineandone diversi guasti: “Una delle due paratie si spacca, forse per un grosso albero o altro oggetto e questo fa si che le paratie del by-pass verso l’invaso rimangono necessariamente aperte. Probabilmente dopo questo incidente la vasca potrebbe aver lavorato sul livello del torrente mentre per come si era sempre discusso, doveva isolarsi una volta riempita”.

“Vogliamo – ha continuato Cairo – che tutto questo sia oggetto di analisi da parte dei tecnici, mi auguro veramente che si intervenga seriamente a mettere mano a quest’opera idraulica che purtroppo troppo presto non ha funzionato come tutti speravamo”.

Il sindaco di bresso quindi preferisce soffermarsi sui guasti piuttosto che ricordare i ritardi di Regione Lombardia sulle altre vasche più a monte, non ancora attive, tranne quella di Senago. Una dimenticanza che non passa inosservata.

Chi sottolinea come il ritardi pesi ancora sulle inondazioni milanesi è l’assessore di Milano Marco Granelli, che in un’intervista a La Repubblica, afferma: “Il sistema di Senago, composto da tre vasche, non è ancora a piano regime ed è operativo per il 60 per cento. Non è comunque sufficiente a proteggerci da eventi estremi come questo, sempre più frequenti. Se non vogliamo più trovarci in una condizione simile bisogna completare il famoso piano di dieci anni fa, nato sotto il governo Renzi poi smontato da quello gialloverde, che ne prevede quattro, le altre a Lentate e a Paderno Dugnano-Varedo”.

“Noi la nostra parte l’abbiamo fatta. A Lentate in questo momento c’è il cantiere. Di quella di Paderno-Varedo invece solo il progetto. Ma dopo così tanto tempo in cui di mezzo c’è stato anche il Covid sono aumentati tutti i costi, ci vorrebbe un rifinanziamento”, afferma Granelli.

Redazione "La Città"

Articolo precedente

Via la lista d’attesa per la mammografia. Tariffe agevolate al Poliambulatorio il Sole

Articolo successivo

Emergenza Seveso, “le vasche non bastano, serve il parco fluviale”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *