
Coinquilini a 80 anni. “La nostra casa? Un esperimento, ora aspettiamo gli studenti”
Nel cortile della villetta di via Remigi a Cinisello Balsamo, Francesco si gode il sole settembrino poco distante dalla sua camera. Elisabetta è seduta in salotto, la mattina le piace leggere e approfitta degli spazi comodi e luminosi del locale. Una giovane educatrice chiama anche Ciro e Basilio per un caffè tutti insieme. E’ metà mattina la piccola combriccola si raduna in cucina. La casa è nuova di zecca, aperta pochi mesi fa e risultato di un progetto di Insieme Per il Sociale (IPIS) e Residenze del Sole, finanziato dai fondi europei del PNRR.
Lo chiamano co-housing ma i protagonisti di questa storia l’inglese lo masticano poco e preferiscono chiamarla coabitazione. Di fatto queste cinque persone che vivono qui sono coinquilini, proprio come studenti fuori sede, soltanto che non hanno vent’anni ma di media 85. Da qualche mese vivono insieme, ognuno nella propria camera con un bagno privato e la tv ma la vita di tutti i giorni la passano in compagnia. Una sperimentazione seguita passo passo dal personale specialistico della RSA cinisellese che garantisce l’igiene dei locali, la supervisione della salute degli inquilini, la somministrazione dei pasti a orari regolari e la presenza di educatori h24. Per il resto gli abitanti del “villino” possono muoversi liberamente.
“Vado anche al mercato”, racconta Ciro, vedovo 92 enne assai arzillo che ci tiene a specificare che avrebbe potuto continuare la sua vita nella sua casa di Bresso, assistito da una badante ma che per lui stare in compagnia è meglio. “Mi pesa un po’ non stare a casa mia, c’è tutta la mia vita lì dentro”, dice mentre la commozione incrina il tono della voce. Poi, come d’incanto si riprende: “Ma ora vivo una nuova fase”. Una nuova vita, tutta da capire. “Bisogna andarci cauti, questo progetto è senz’altro una bella novità ma per dire che sia riuscito del tutto ci vuole tempo”, spiega Francesco, ex bancario 89enne molto prudente sul destino del gruppo. “Non litighiamo mai, certo qualche vola si discute, ognuno ha il suo punto di vista, siamo persone che fino a qualche mese fa nemmeno si conoscevano che ora pranzano e cenano insieme ogni giorno”, afferma Elisabetta, 84 anni, ex infermiera dal piglio deciso.
“Il mio era un lavoro duro ma pieno di soddisfazioni – dice – se qualcuno di noi si scorda le medicine, ci sono io a ricordargli di prendere, come facevo una volta”, sorride. “Tutti prendiamo delle medicine, si capisce, alla nostra età è la consuetudine”, interviene Basilio che di anni ne ha 87, carpentiere per tutta una vita. Il caffè intanto è pronto, la cucina è nuovissima, con la frutta in bella vista, l’acqua minerale e anche una bottiglia di vino sul davanzale. “Un bicchiere a pasto, come mia abitudine, non rinuncio finché qualcuno non me lo vieta”, assicura Ciro. Tra qualche tempo la cucina però si farà più stretta e ci sarà meno spazio nel frigo. Sono in arrivo di due nuovi coinquilini. Due studenti ventenni di ingegneria che andranno a occupare due stanze al piano di sotto, vicino alla sala polifunzionale dove gli altri incontrano i fisioterapisti e seguono alcuni corsi. “Bellissima idea”, sottolinea Elisabetta che aggiunge: “Il confronto con i giovani è utile, ci farà bene”.

