
A Milano lungo corteo, migliaia in piazza a sostegno di Gaza
Oggi Milano si è svegliata sotto la pioggia, ma nulla ha fermato la mobilitazione: migliaia di persone sono scese in strada per protestare contro l’assedio in corso a Gaza, unendosi allo sciopero generale indetto per chiedere il cessate il fuoco, l’interruzione delle relazioni politiche e militari con Israele e il sostegno alla Global Sumud Flotilla, la missione navale che sta cercando di portare aiuti in Palestina via mare.
Il corteo è partito da piazzale Cadorna con studenti, lavoratori, insegnanti, operatori dei trasporti pubblici e semplici cittadini, molti equipaggiati contro la pioggia battente. Tra gli slogan più visibili: “Stop al genocidio”, “Bloccheremo tutto”, “Palestina libera”. Le stime variano: secondo alcune fonti circa 10milahanno sfilato per il percorso previsto, mentre gli organizzatori parlano di cifre più elevate, specialmente considerando che molti si sono aggiunti lungo il percorso.
Le ragioni principali che hanno mosso questa grande mobilitazione sono la richiesta di un cessate il fuoco immediato a Gaza, per fermare le morti civili, la distruzione e la crisi umanitaria in corso. Ma anche la fine dell’assedio e il blocco dei rifornimenti: elettricità, acqua, cibo, carburante, medicinali. I manifestanti denunciano che questi blocchi sono parte di un attacco contro la popolazione civile.
Il corteo ha seguito un percorso che ha attraversato vie centrali della città: da piazzale Cadorna, passando per viale Gadio, via Legnano, i Bastioni di Porta Volta, viale Crispi, piazza Repubblica, via Vittor Pisani, fino a piazza Duca d’Aosta, di fronte alla Stazione Centrale.
Alla Stazione Centrale un gruppo di manifestanti ha tentato di entrare nello scalo ferroviario, tentando di raggiungere i binari. Polizia in assetto antisommossa ha risposto con cariche, lacrimogeni e chiusure di ingressi. Sono state lanciate bottiglie e altri oggetti, ci sono stati scontri fisici in alcuni punti (come la Galleria delle Carrozze nei pressi di piazza IV Novembre). Alcuni manifestanti hanno bruciato bandiere — degli Stati Uniti, ma anche di Israele, dell’Unione Europea e della NATO — come gesto simbolico di dissenso. Nel corso della manifestazione si è svolto un minuto di silenzio: è stato riprodotto il ronzio di droni per ricordare le vittime a Gaza.
Il corteo di oggi a Milano è una delle più partecipate manifestazioni recenti sul conflitto israelo-palestinese: non solo un momento di protesta, ma una dichiarazione pubblica chiara: chiedere un cambiamento, un cessate il fuoco, la fine dell’assedio, e una presa di posizione netta da parte delle istituzioni. Non è stato un evento pacifico in ogni sua parte: le tensioni, le cariche, le simboliche distruzioni o rotture mostrano quanto sia alta la rabbia, quanto sia acuta la richiesta di giustizia e quanto la piazza non vuole restare spettatrice.
Resta da vedere come risponderà il governo, come si articoleranno le prossime settimane: se ci saranno nuove mobilitazioni, sviluppi diplomatici, o, almeno, passi concreti verso la fine dell’escalation che ha causato tanto dolore.


