
Il cuore sospeso di una città che cerca il suo centro
di Daniela Gasparini
Gramsci torna al centro del dibattito. Il sindaco ha annunciato un nuovo progetto di ammoderna mento, ma senza dire chi lo progetterà, quali siano gli obiettivi e i tempi di realizzazione, oltre al costo. La piazza, in titolata ad Antonio Gramsci, è da sempre un luogo simbolico: religioso, civile e sociale, il cuore della città.
Oggi invece è un cuore stanco, trascurato da anni di incuria e progetti mai conclusi. Nonostante le critiche iniziali, in vent’anni ha comunque ospitato eventi, in contri, mercati: la pedonalizzazione l’aveva resa viva. Negli anni Novanta era un luogo degradato: cemento crepato, barriere archi tettoniche, auto ovunque. Da sindaca decisi di investirci, con una visione complessiva: metrotranvia, valorizzazione di Villa Ghirlanda e del Museo della Fotografia, riqualificazione del Palazzetto e nascita del Pertini. L’obiettivo era dare alla città un centro riconoscibile, at trattivo e a misura di persone.
Nel 1999 lanciammo un concorso internazionale, con una giuria di altissimo livello: Gae Aulenti, Cino Zucchi, il rettore del Politecnico Cesare Ste van. Vinse Dominique Perrault, con un pro getto sobrio e funzionale: valorizzazione della chiesa, due isole – una in marmo e una verde –, pavimentazione uniforme, cunicolo tecnologico, spazi per eventi. I lavori si conclusero nel 2004. Il progetto Perrault restituì dignità e vivibilità. Molti rimpiangevano la vecchia piazza Vittorio Emanuele (la “Perla”) e il ricordo di un tempo con poche automobili.
Ma allora come oggi, una piazza è bella soprattutto se attorno ha edifici di qualità e servizi di eccellenza. E in questo la piazza era, e resta, fragile. Inoltre, negli anni, è stata usata tanto e curata poco: mercati, feste e mezzi pesanti hanno logorato superfici e arredi, lasciando aiuole ferite, canaline rotte, marmo spezzato e macchiato. Nel frattempo, i progetti successivi si sono fermati al palo. Oggi il tema torna attuale. Bene. Ma attenzione: la piazza non è solo da ripavimentare, e non basta renderla più bella perché il centro diventi attrattivo.
Serve una visione complessiva che, a partire dalla piazza, ripensi l’intero centro città, riorganizzando funzioni, edifici e spazi. La collocazione del Palazzetto dello Sport è coerente o sarebbe meglio in un’area destinata a grandi eventi e allo sport, liberando così spazi per nuovi ser vizi e attività pubbliche e private? Le spianate di auto per parcheggi in via Musu e davanti al Palazzetto potrebbero essere liberate costruendo un parcheggio interrato (non in piazza Gramsci!)? Nuovi servizi pubblici e nuove attività commerciali e terziarie potrebbero essere previsti per rilanciare il commercio che, insieme a cultura e servizi, rappresenta un vero motivo di attrazione e vivibilità?
Dopo sette anni, dall’amministrazione non abbiamo visto alcuna proposta concreta e il progetto per riqualificare piazza Gramsci sembra es sere un fantasma. La mia esperienza insegna che ogni trasformazione porta critiche, a volte giuste, a volte strumentali, ne so qualcosa. Ma proprio per questo oggi non si può ricominciare senza condivisione e confronto. Il progetto e la visione che lo guida, deve passare dal Consiglio Comunale e dal coinvolgimento dei cittadini. Solo così piazza Gramsci potrà tornare a essere il cuore condiviso della città, e non l’ennesimo terreno di divisione.


