
M5, l’“ottimismo” del Ministero e quei 100 milioni da trovare subito
Mancano 100 milioni di euro per colmare gli extracosti (500 milioni) e dare il via ai lavori del prolungamento della M5 fino a Monza. Ieri il ministero dei Trasporti ha recepito il via libera del Comune di Milano a dirottare 400 milioni di euro già stanziati per il prolungamento di M4 fino a Segrate sul progetto di M5.
Che la vicenda sia conclusa però è tutto da vedere. In un comunicato ministeriale si legge: “Il MIT e Regione Lombardia sono al lavoro, con grande ottimismo, per recuperare la cifra mancante che ammonta a 100 milioni circa”. In altre parole i 100 milioni ancora non ci sono e devono essere trovati, fino ad allora i cantieri non partiranno.
Il sindaco di Cinisello Balsamo, Giacomo Ghilardi, invoca: “Sblocchiamo subito la M5 e portiamo la Metropolitana a Cinisello Balsamo verso Monza”. E precisa che il suo invito non è rivolto al governo o a Regione, nelle cui ottimistiche intenzioni ha sempre creduto ma piuttosto a chi agita la polemica. Ovvero al sindaco di Segrate Paolo Micheli e al Partito Democratico lombardo. Il capogruppo dem Pierfrancesco Majorino ha accusato Salvini di fare “il gioco delle tre carte”, affermando: “Togliere le risorse alla M4 significa dire che di due progetti ne va avanti solo uno”.
Ed è proprio questo il punto politico della vicenda. La coperta finanziaria è assai corta tanto da indurre il comune di Milano a scegliere quale dei due prolungamenti portare avanti per primo, ovvero quello per Monza. Una situazione che a molti osservatori appare come un paradosso. Se si pensa che per il ponte sullo Stretto il governo si dice pronto a spendere 13,5 miliardi di euro. Cinisello e Segrate lottano invece per 400 milioni.


