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Muore il gioielliere Radolli, 16 anni fa sparò per difendersi da un rapinatore

E’ morto improvvisamente Remigio Radolli, storico gioielliere di via Garibaldi a Cinisello Balsamo. Il 16 aprile 2009 fu protagonista di un grave fatto di cronaca. Durante una rapina al suo negozio venne picchiato da un assalitore armato di pistola, che poi si rivelerà giocattolo. Radolli, nonostante le gravi ferite riportate dal pestaggio, riuscì a reagire sparando tre colpi con la sua arma, riducendo in fin di vita il rapinatore.

Un fatto che fece molto scalpore e molto discutere a Cinisello e in tutto il Paese. Fu subito chiaro che Radolli reagì legittimamente perché stava per essere massacrato di botte ma fu comunque indagato per eccesso di legittima difesa. Poi la sua posizione fu archiviata. Ci furono speculazioni politiche (della destra) che tentò di farne un paladino della legittima difesa, una forzatura che non si adattò mai al personaggio, conosciuto e apprezzato da tanti in città.

Oggi lo ricorda il sindaco Giacomo Ghilardi: “Remigio è stato molto più di un commerciante: un uomo generoso, sempre pronto a scambiare un saluto sulla porta del tuo negozio. La sua vicenda, entrata nelle case degli italiani attraverso i telegiornali, lo ha reso simbolo di dignità e coraggio. Ha vissuto momenti difficili, ma la verità e la giustizia hanno riconosciuto il suo diritto a difendersi e a difendere la sua vita. In quell’occasione in molti lo hanno sostenuto e hanno creduto in lui. Remigio, oggi ti ricordiamo così: come un gigante buono, un uomo semplice che ha saputo farsi volere bene”.

Redazione "La Città"

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