
Leoncavallo, la gara dei sindaci leghisti a chi esulta di più
Esultano i due sindaci leghisti di Sesto San Giovanni e Cinisello Balsamo, Roberto Di Stefano e Giacomo Ghilardi, per lo sgombero del centro sociale Leoncavallo a Milano. Sull’onda delle parole di fuoco del loro leader di partito Matteo Salvini, qualche ora dopo il blitz della polizia, i due primi cittadini hanno subito commentato i fatti.
“Un intervento che dimostra la nostra fermezza contro le occupazioni”, scrive il primo cittadino di Sesto. “Finalmente è stata ripristinata la legalità! Ora basta regali a centri sociali ed abusivi”, afferma Ghilardi che poi rincara la dose prendendosela con la sinistra, come ormai è consuetudine: “La Salis sbraita, la sinistra estrema protesta, l’Anpi denuncia atti di fascismo da parte del Governo e il Sindaco Sala dice di non sapere nulla ma annuncia soluzioni per ridare casa agli abusivi. Poi si chiedono perché nessuno li vota più. Fuori dalla realtà, lontani da ogni logica, sempre dalla parte sbagliata”.
Molta attenzione quindi verso la legalità e contro ogni forma di occupazione da parte dei due sindaci che sembrano aver puntato tutto sulla sicurezza urbana. Nessuna zona franca, come del resto ripete la premier Meloni, salutando favorevolmente lo sgombero del Leoncavallo.
Ora c’è da chiedersi se lo stesso zelo sarà applicato nei confronti di altre situazioni analoghe, come per il palazzo occupato abusivamente da Casapound (il movimento neofascista) nel cuore di Roma. Su questo punto chiede conto anche Marco Tarantola, capogruppo del Partito Democratico al consiglio comunale di Cinisello Balsamo.
Tarantola punge così il primo cittadino: “Grazie al Sindaco Ghilardi per averci ricordato come si sbandiera la legalità solo contro gli avversari politici. Aspettiamo il suo post che chiede lo sgombero di Casapound che da 24 anni occupa abusivamente un palazzo del demanio nel cuore di Roma. Ah no, CasaPound lo invita ai convegni. Aspettiamo anche di sapere cosa pensa di fare il Sindaco nel suo PGT per la moschea abusiva di via Frisia a Cinisello Balsamo. Ah no, quella è a Cinisello Balsamo”.
Gli fa eco Gaetano Petronio, portavoce di Alleanza Verdi-Sinistra di Cinisello Balsamo, che attacca: “Se la ratio di questo sgombero è il fatto che fosse occupato, ci si chiede perché non si agisca allo stesso modo con la sede di Casa Pound a Roma”.
E poi aggiunge: “Il Leoncavallo era un’oasi di sostenibilità e, tutti noi che siamo cresciuti nell’hinterland del Nord Milano, lo abbiamo frequentato la sera. Anche chi adesso si nasconde dietro qualche ideologia sovranista. Si, era un posto occupato ma era molto più sicuro di certe periferie delle nostre città dove regnavano le bande di malavitosi e lo spaccio a cielo aperto”.

