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Finalmente e all’improvviso apre la passerella. E ci sono voluti 9 anni

È stata improvvisamente aperta il 31 luglio la nuova passerella ciclopedonale a scavalco di viale Fulvio Testi, che da viale Romagna a Cinisello Balsamo arriva sul viale Casiraghi nel comune di Sesto San Giovanni. A settembre  – avverte il comune – verrà ufficialmente inaugurata alla presenza delle autorità.

Ma l’apertura senza preavviso della passerella, che per mesi era rimasta chiusa, desta scalpore a innesca anche qualche polemica estiva sul fatto che la giunta si sia mossa nell’aprirla al pubblico soltanto dopo diverse sollecitazioni che le forze di opposizioni hanno avanzato in consiglio comunale.

“Per mesi è rimasta lì, finita ma sbarrata. Sembrava una di quelle opere destinate a rimanere chiuse “in attesa di qualcosa”, afferma il segretario del Partito Democratico, Andrea Catania, che aggiunge: “Poi, a giugno, la consigliera Sara Scebba chiede conto in Consiglio comunale con una interrogazione. A luglio nuovi solleciti del PD. E all’improvviso, la passerella ciclopedonale viene aperta! Nessuna inaugurazione, nessun taglio del nastro: solo una frettolosa apertura nel cuore dell’estate annunciata via social, senza inaugurazione e quasi di nascosto. Coincidenze? Forse. Ma noi preferiamo pensare che un po’ di pressione serva”.

Pare infatti che l’opera attendesse alcuni documenti di collaudo, ma la giunta nel giugno scorso non si era ancora espressa sui tempi necessari per mettere tutto in regola. E poi, improvvisamente, l’apertura.

L’opera era stata finanziata nel 2016 dal Ministero delle Infrastrutture attraverso il Bando Periferie, a cui aveva partecipato con successo l’allora giunta di centrosinistra. Ci sono voluti 9 anni per portare a termine la passerella, non senza aspre polemiche sulla lentezza dei lavori e i ritardi accumulati nel tempi.

Ritardi a cui il sindaco Giacomo Ghilardi oggi cerca di dare una spiegazione: “In questi anni abbiamo lavorato per garantire la realizzazione dell’opera che ha un valore superiore ai 2 milioni di euro e che era stata messa in forte discussione a causa dell’aumento dei costi delle materie prime e delle difficoltà incontrate dalle imprese appaltatrici. Grazie alle integrazioni attuate dal Ministero e al nostro impegno, siamo riusciti a portarla a compimento”.

Redazione "La Città"

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