
Spiga d’Oro nella polemica, “ingerenze politiche nelle candidature”
Si accende la polemica attorno alla Spighe d’Oro le benemerenze civiche che il comune di Cinisello Balsamo ogni anno in autunno assegna alle personalità di spicco della città. A far discutere sono le firme a sostegno delle candidature da parte dei consiglieri comunali, pratica non vietata dal regolamento ma che secondo il Partito Democratico, sarebbe inopportuna poiché “rischia di trasformare uno strumento di riconoscimento civico in un’operazione di parte o, peggio, in una leva per il consenso politico”.
Già lo scorso anno – sottolineano i dem – la Commissione Spiga d’Oro aveva stigmatizzato questo comportamento al fine di evitare ogni forma di pressione o di sponsorizzazione politica nelle fasi preliminari e decisionali del procedimento. Nonostante ciò, quest’anno la situazione si è ripetuta e, anzi, amplificata.
“La Spiga d’Oro nasce come riconoscimento apartitico, destinato a valorizzare il contributo di cittadini, realtà associative e imprenditoriali che si siano distinti nel tempo per il loro impegno a favore della comunità, una “distinzione” che deve andare oltre il volontariato ordinario e l’impegno normalmente profuso nello svolgimento delle proprie attività e che deve avere avuto un impatto significativo per Cinisello Balsamo”, si legge nel comunicato del PD.
Il metodo di scelta adottato dal comune non prevede quindi che la decisione sia di tipo politico e venga assunta dai consiglieri comunali, come avviene ad esempio a Milano per l’Ambrogino d’oro, dove a scegliere sono i presidenti dei gruppi consiliari, ma ha stabilito che la decisione venga presa dal sindaco insieme a una commissione esterna di modo da evitare il più possibile logiche spartitorie e dinamiche politiche contingenti.
“Proprio per questo il Partito Democratico ritiene fondamentale salvaguardare la credibilità e l’autonomia del percorso di selezione. “Chi firma una candidatura quando riveste un ruolo istituzionale in Consiglio comunale compie un gesto che può essere letto come un tentativo di condizionare la valutazione della commissione. Questo comportamento rischia di inquinare lo spirito stesso della Spiga d’Oro, che dovrebbe rimanere un riconoscimento a-partitico e trasversale” dichiarano Andrea Catania e Marco Tarantola, segretario cittadino e capogruppo del PD.
“Per questo, chiediamo che il Sindaco rifiuti ogni logica spartitoria e sia garante per la sua maggioranza al fine di evitata qualsiasi forma di pressione o influenza sulla Commissione. Ai consiglieri comunali chiediamo pubblicamente che si impegnino a rispettare il valore simbolico e unificante di questo riconoscimento, evitando di sponsorizzare singole candidatura in una logica di consenso.” Concludono Catania e Tarantola.


