
Wolfmother infiammano il Comfort Festival, un’edizione di successi
di Andrea Ciaramella e Gaetano Petronio
Altra serata di successo e tutto esaurito mercoledì sera per il Comfort Festival, che già da giorni infiamma le notti d’estate cinisellesi con una kermesse musicale di interesse. Già nel pomeriggio infatti, sotto il sole, erano numerose le persone che iniziavano ad accalcarsi sotto il palco o giravano per i vari stand presenti al Festival – tra cui anche il nostro (La Città), particolarmente apprezzato e con una risposta da parte, non solo dei residenti, ma anche di moltissimi amanti del genere che venivano da fuori – tra street food, prodotti locali, collezioni musicali, media partner e molto altro.
Precisi come un orologio svizzero, all’orario indicato – pressoché le sette di sera – lo spettacolo ha inizio con una meravigliosa e coinvolgente esibizione dei romani “Life in the woods”, per poi dopo un’ora e circa una decina di inediti, passano il testimone ai loro concittadini della capitale, i “Dirty honey”, che aprono alla tanto attesa band della serata, proponendo lo stesso canovaccio della precedente band esibitasi.

(foto gentilmente concessa da Barbara Caserta)
E finalmente, come da scaletta della serata, con il parco che li ospitava improvvisamente troppo piccolo, dopo le aperture dei romani “Life in the woods” e dei “Dirty honey”, I Wolfmother salgono sul palco con il suono dirompente della Gibson diavoletto del leader e cantante. Riff che prendono spunto a piene mani dai grandi dell’hard rock modulando le cavalcate dei Deep Purple, le 5 diminuite di matrice sabbathiana (diabolus in musica) e le venature blues dei Led Zeppelin.
Il set è un continuo susseguirsi di riff e melodía blues che non si stancano di ruggire sullo sfondo neoclassico di Villa Casati Stampa. Il live si conclude dopo che la band inizia a jammare su Roadhouse Blues dei Doors e sul riff di “Rock and Roll” dei Led Zeppelin per poi coronare questa splendida performance sulla hit “Joker and the Thief”. Un evento di caratura internazionale, destinato a proseguire sulla stessa scia nei prossimi giorni, ormai al giro di boa, in un angolo di paradiso storico, culturale, artistico che incrocia periferie temporali della musica, in confronto alla musica contemporanea, che solo pochi anni fa Cinisello Balsamo non avrebbe mai immaginato. Non vediamo l’ora di scoprire ciò che questo Festival promette ancora di offrire a noi e al pubblico, nel frattempo, siamo consapevoli che questa città si rivela sempre più “Città della Musica”.


