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Al Factory lavori in ritardo. E passa un’altra estate senza ristoro nel parco

Doveva aprire entro maggio, stando alle dichiarazioni degli amministratori comunali e invece a luglio inoltrato è ancora chiuso. E’ la quarta estate consecutiva che le serrande del Factory, il bar all’aperto del Parco dell’Acqua di Cormano, sono abbassate. E anche la bella stagione 2025 sarà ricordata dai frequentatori dell’oasi verde cittadina come un’altra manciata di mesi caldissimi e afosi senza un punto di ristoro. Eppure i lavori per la sistemazione degli spazi erano iniziati qualche mese fa, presi in mano direttamente dal comune, proprietario degli spazi, dopo una serie di tentativi andati a vuoto per assegnarli ai privati che avrebbero poi provveduto al restauro.

Ci sono voluti tre anni di tentativi, diverse rinunce da parte di chi si era aggiudicato la concessione a seguito della gara pubblica, per indurre la giunta di destra del sindaco Luigi Magistro a procedere in modo diverso, mettendosi in prima persona a riqualificare i locali per poi cederli in affitto. Erano proprio le spese di ripristino (88mila euro) a spaventare gli aggiudicatari tanto da farli recedere.

Così alla fine il comune ha deciso di ripartire da zero, stanziando direttamente 200mila euro – i costi nel frattempo sono lievitati – per rimettere in sesto solo il bar senza l’attiguo salone delle feste. L’annuncio era stato dato a marzo dal sindaco e dell’assessore ai lavori pubblici, Massimo Ghioni. Ma il Factory è ancora chiuso. Lo denuncia il Partito Democratico, che ora attacca: “La realtà è che le serrande sono ancora abbassate, e dal sopralluogo nel cantiere svolto dai nostri consiglieri comunali, di innovativo c’è veramente poco”.

“Siamo ormai a metà luglio. E anche questa estate sta passando senza un servizio fondamentale, molto richiesto dalla cittadinanza; come Partito Democratico abbiamo provato in tutti i modi ad allertare la giunta che stava prendendo una strada sbagliata, eppure siamo rimasti inascoltati”, scrivono i dem in una nota che rimbalza nel silenzio dell’amministrazione comunale.

Redazione "La Città"

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