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Esonda il Seveso a Lentate. “Serve una svolta ecologica e strategica”

Un’altra, l’ennesima esondazione del Seveso, ma questa volta il quartiere milanese di Niguarda è stato risparmiato, grazie alla vasca di Bresso, mentre le acque del fiume sono uscite più a nord, a Lentate sul Seveso, sabato scorso. Un fatto che conferma i problemi strutturali del territorio non sono stati affrontati con la necessaria urgenza, come sottolinea quanto il Laboratorio Valle del Seveso denuncia da mesi.

“Non possiamo più parlare solo di “maltempo”. Di fronte a piogge intense e concentrate – sempre più frequenti a causa dei cambiamenti climatici – il territorio risponde con allagamenti, evacuazioni, danni e paura. È successo di nuovo, e non sarà l’ultima volta se non si cambia approccio”, scrive l’associazione in una nota.

Si tratta di un sistema fragile e incompleto Da tempo il Laboratorio denuncia opere idrauliche incomplete, in particolare le vasche di laminazione a Lentate e Senago, bloccate da ritardi e scelte discutibili. L’urbanizzazione e impermeabilizzazione eccessiva lungo tutto il corso del Seveso, che impedisce l’assorbimento naturale delle acque. La mancanza di una visione integrata tra difesa idraulica, rinaturalizzazione e gestione ecologica del territorio.

“L’alluvione di questi giorni rende evidente che non si può più affidare la sicurezza del territorio solo a interventi parziali e slegati tra loro. Serve una svolta ecologica e strategica. Il Parco Fluviale della Valle del Seveso, per cui ci battiamo, non è un sogno poetico ma una necessità concreta. Solo una rete di aree verdi connesse, capaci di trattenere le acque, rafforzare la biodiversità e restituire natura alle città, può rispondere in modo efficace e duraturo al rischio idrogeologico”, si legge in una nota.

Redazione "La Città"

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