23 Luglio 2024

Il giornale di Cinisello Balsamo e Nord Milano

Addio a Stefano Malinverni, campione dei 400 metri

È sicuramente tra i cinisellesi che hanno fatto tanta strada, ma lui l’ha sempre percorsa ad altissima velocità e con le proprie gambe. Stefano Malinverni, campione di atletica leggera, specialista dei 400 metri, è scomparso all’età di 65 anni. Nato a Cinisello Balsamo nel 1959, nel quartiere Crocetta, era cresciuto tecnicamente a Sesto San Giovanni sotto la guida di Roberto Vanzillotta. Ha indossato i colori della Libertas Sesto San Giovanni, Iveco Torino, Fiamme Oro e Pro Patria Milano.

È un talento giovanile precoce, campione italiano Allievi nel 1976 (49”5) e Juniores nel 1977 (47”5), tanto che fra gli under 20 diventa una celebrità con il suo primato nazionale di 46”63 che resiste dal 1978 al 2005, un record sorprendentemente longevo. A livello individuale vince le medaglie d’argento e di bronzo ai Campionati Europei indoor di Vienna nel 1979 e Grenoble nel 1981 e anche il bronzo alle Universiadi di Città del Messico nel 1979. È campione italiano assoluto nel 1979, 1980 e 1981 e indoor nel 1979 e 1980. Il suo primato personale sul giro di pista è di 46”09.

Raggiunge il vertice della notorietà, legando il suo nome a uno dei momenti più significativi della storia dell’atletica leggera nazionale: conquista il bronzo nella 4×400 alle Olimpiadi di Mosca del 1980. Un successo che molti associano istantaneamente a Pietro Mennea, fresco campione olimpico dei 200 metri, ma che è possibile grazie al quartetto che vedete nell’immagine d’epoca qui sotto. Stefano Malinverni, impegnato nella prima frazione (primo da sinistra nella foto), è insieme a Mauro Zuliani, Roberto Tozzi e il grandissimo Pietro Mennea protagonista di un’impresa in due atti: prima il record italiano di 3’03”5 con il terzo posto in batteria dietro a Germania Est e Cecoslovacchia e poi l’inatteso terzo posto in finale nello stadio moscovita dietro alle imprendibili Urss e Germania Est.

Dopo la carriera agonistica decide di non diventare allenatore sul campo, ma con la moglie Susy Montanari allestisce una palestra a Milano, dove poi inizia a esercitare la sua attività di fisioterapista. I compagni lo ricordano per la sua affabilità e contagiosa allegria e la Federazione Italiana di Atletica Leggera evidenzia il suo talento come uno dei più cristallini dei 400 metri. Un campione dentro e fuori dalla pista, che se n’è andato troppo presto.

Emanuele Lavizzari

Dopo un titolo accademico in Lingue e Letterature Straniere ha lavorato in ambito turistico-alberghiero tra Spagna, Italia e Germania. In seguito a un master universitario in ideazione e produzione audiovisiva approda al giornalismo. Ha collaborato con alcune testate locali in Lombardia, prima di giungere all’Associazione Italiana Sommelier Editore, dove attualmente è responsabile del coordinamento redazionale e direttore editoriale della rivista “Vitae”. Ama l’impressionismo musicale, la poesia simbolista e le contaminazioni fra generi nella musica e nella letteratura. Passa agevolmente da una tastiera di pc a quella di un pianoforte, anche se tra i due preferisce decisamente il secondo. Questo è il motivo per cui si è dedicato a ulteriori studi e ha conseguito una laurea magistrale in Scienze della Musica con una tesi sul compositore spagnolo Manuel de Falla. Suoi grandi interessi sono anche l’atletica leggera e la televisione. Ha corso tanti chilometri in pista, su strada e su percorsi campestri e non si è ancora stancato di farlo.

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