24 Giugno 2024

Il giornale di Cinisello Balsamo e Nord Milano

Stangata centri estivi, le preoccupazioni dei genitori: “Famiglie al collasso”

di Carla Tanzi

Quello di sabato 11 maggio è stato un bel e serrato confronto, in un sit-in pieno di colori. I bambini giocavano, mentre i genitori esprimevano le loro preoccupazioni. “Impossibile conciliare i tempi lavoro/famiglia. Inadeguato il contributo settimanale per il supporto ai bimbi diversamente abili” queste le chiavi della protesta. Noi abbiamo raccolto le opinioni tra i presenti alla manifestazione davanti al Comune. Incontriamo Sara, che ci dice: “Le famiglie sono al collasso, i rincari sono insostenibili, se l’istituzione pubblica non viene incontro non ce la faremo. La politica va centrata sulle persone. Io dico no ad una politica che non guarda ai bambini”. “In questi giorni un gruppo di genitori ha aperto uno spazio di partecipazione democratica – mettono in evidenza Marta e Laura – che nasce da una gravissima mancanza: il Comune ha dismesso un servizio fondamentale per le famiglie”.

“Fare rete tra famiglie, in questa società sempre più individualista, richiede impegno, ma abbiamo visto che è possibile – avverte Valentina – chiediamo all’amministrazione maggiori stanziamenti perché il centro estivo non è un lusso. Per i bambini – aggiunge – un’opportunità educativa e di socialità importante che deve es[1]sere resa ampiamente accessibile”.

“C’è una dimensione immediata e di lungo periodo del problema – analizza con precisione Jurij, uno dei tanti papà presenti – Ci troviamo ora a difendere il diritto ad essere sostenuti dai servizi pubblici. Ognuno dà il proprio contributo nella società lavorando per far progredire il paese. Siamo fermi con gli stipendi al 1990 e l’inflazione cresce! Mentre questo accade, un’amministrazione che governa una città popolare come Cinisello decide che la strada del privato vada rafforzata. Aumenta le tasse e spende 3,5 milioni di euro per la sicurezza percepita, percepita, non reale. Strateghi sostenitori della natalità senza dare sostegni concreti alle famiglie – annota ancora Jurij, evidenziando la necessità di un nuovo percorso – Dobbiamo riprenderci lo spazio pubblico per promuovere il dibattito e trovare strumenti, dobbiamo tornare a parlarci”.

“Di quale famiglia stiamo parlando? – si chiede Anna – Di quella in cui una donna non lavora e si occupa a tempo pieno di casa e figli? Difendono la famiglia solo in forma ideologica ma si contraddicono con i fatti”. “Rinnoviamo al comune la richiesta di farsi carico del costo dei pasti e di aumentare i fondi per l’educativa rivolta ai bambini diversamente abili. Riportiamo le famiglie al centro – conclude Tatiana – Fermiamoci ed ascoltiamo perché nessuno deve essere lasciato indietro”.

Redazione "La Città"

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